Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Maxi truffa dei diamanti, nella trappola anche vari vip: sequestri per oltre 30 milioni

A vip e migliaia di piccoli risparmiatori, erano stati venduti diamanti a prezzi gonfiati rispetto al valore reale, con la complicità di alcune banche

foto di repertorio

Nella maxi truffa dei diamanti era finito anche Vasco Rossi. Il popolare cantautore, che avrebbe perso circa 2,5 milioni di euro, era solo uno dei vari vip diventati vittime di un raggiro milionario, insieme a Federica Panicucci, l'imprenditrice Diana Bracco, l'ex showgirl Simona Tagli e altri ancora. A tutti costoro, e a migliaia di piccoli risparmiatori, secondo gli inquirenti erano stati venduti diamanti a prezzi gonfiati rispetto al valore reale, con la complicità di alcune banche. I sequestri sono stati effettuati a Milano, Roma ed Ancona, dove si trova la sede di tre società finite nell'inchiesta: la Diamond Private Investment Spa (Dpi), amministrata dal 65enne Maurizio Sacchi, forlivese ma anconetano d'adozione, la holding Magifin Spa e un'altra società di distribuzione in liquidazione che, secondo gli investigatori, sarebbero a lui riconducibili, benché intestate a familiari e terze persone. Tutte e tre hanno sede legale a Roma, ma base operativa alla Baraccola, in via Totti

Nelle ultime ore la Guardia di Finanza di Milano ha eseguito nuovi sequestri preventivi di quote societarie e attività finanziarie per 34 milioni di euro proprio a carco della Magifin e dell'altra società di distribuzione con sede alla Baraccola, su richiesta del pm Grazia Colacicco e su disposizione del gip milanese Natalia Imarisio. Sacchi è indagato per truffa e autoriciclaggio per i vari incarichi svolti nella Dpi, anche se lui ha sempre rigettato le accuse, sostenendo di aver venduto diamanti a prezzi congrui. L'inchiesta, denominata "Crazy Diamond", era esplosa nel mese di febbraio 2019 con il sequestro di beni per oltre 700 milioni di euro, mentre a ottobre era stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari per 87 persone e 7 società, tra cui 5 istituti di credito. L'ipotesi è che le vittime siano state raggirate e convinte ad acquistare diamanti, con la complicità delle banche, ad un valore gonfiato. 

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