Conto prosciugato dagli hacker, la sentenza: banca e operatore telefonico devono risarcire

E’ il risultato di un attacco hacker avvenuto nel dicembre del 2017 ai danni di una coppia di pensionati anconetani che poi si sono mossi tramite l’avvocato dell’Adiconsum Marche Ezio Gabrielli

Foto repertorio

Prima il telefono staccato dalla compagnia telefonica, apparentemente senza motivo. Poi la scoperta choc: dal conto in banca erano spariti 12mila euro. E’ il risultato di un attacco hacker avvenuto nel dicembre del 2017 ai danni di una coppia di pensionati anconetani che poi, tramite l’avvocato dell’Adiconsum Marche Ezio Gabrielli (foto in basso), sono riusciti ad ottenere il risarcimento di quella cifra da parte della banca e dell’operatore telefonico dell’epoca. 

Prima il telefono e poi il conto, ecco come funziona l’attacco informatico 

Stando a quanto emerso a processo, gli hacker sarebbero riusciti a far disattivare la scheda telefonica nel cellulare dei coniugi anconetani. Come? Semplicemente facendo una telefonata al call center dell’operatore in cui si segnalava il furto del telefono. In automatico l’operatore ha provveduto a disattivare il numero, isolando le vittime. In questo modo, i pirati informatici sarebbero poi entrati nel sistema bancario spostando il denaro. Una movimentazione che ha fatto scattare i classici sistemi di avviso al cliente, che però sono proprio tramite cellulare. Lo stesso diventato irraggiungibile. E così la coppia anconetana stava ancora cercando di capire che cosa fosse successo al telefono, quando ignoti avevano già portato via tutti i loro risparmi. 

La sentenza del giudice civile 

Con la sentenza numero 1355/2019 di oggi si è conclusa questa vicenda. Infatti, dopo i primi reclami da parte dell’avvocato Gabrielli e la mancata conciliazione con banca e compagnia telefonica, il giudice Teresa Danieli ha deciso: operatore telefonico e istituto di credito dovranno risarcire (più le spese legali) i coniugi anconetani del maltolto. Il motivo? Se oggi qualsiasi pagamento e spostamento finanziario è basato su sistemi informatici per la volontà di aziende e di chi gestisce lo spostamento dei capitali, la difesa di quel sistema e l’eventuale violazione non può essere imputata al consumatore che, di fatto, può non avere alcuna contezza del mondo virtuale in cui si vive sempre di più oggi. 

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Il commento dell’avvocato dell’Adiconsum 

«Quando un consumatore viene attaccato per via informatica deve disconoscere le operazioni di prelievo e pretendere il rimborso dall’istituto il quale a sua volta, per opporre rifiuto, deve dare la prova dell’eventuale trascuratezza, errore o addirittura della frode del correntista - ha spiegato l’avvocato Gabrielli - E’ dunque l’istituto che deve offrire la prova e non il correntista e non valgono generiche resistenze o insinuazioni la prova deve essere stringente e concreta. La particolarità del caso risiede anche nella condanna della compagnia telefonica dei correntisti. Sta andando sempre di più di moda, da parte di questi hacker, di sconnettere la linea telefonica del correntista in modo che gli stessi truffatori possano agire senza il pericolo che le vittime vengano avvisate dai messaggi sms di alert che normalmente vengono inviati dagli istituti. La compagnia telefonica coinvolta, senza nemmeno produrre la registrazione della telefonata, ha semplicemente staccato la linea a richiesta di terze persone non identificate le quali, offrendo il numero di telefono e il codice fiscale (elementi facilmente reperibili all’intero del web banking), hanno di fatto isolato i poveri malcapitati i quali non si sono resi conto di quello che stava loro succedendo. Ora banca e compagnia telefonica si sono viste condannate a restituire le somme illegittimamente sottratte dovendo anche pagare le spese del giudizio. Spesso le vittime di queste frodi pensano di poter risolvere il problema ricorrendo alla sola segnalazione agli organi di polizia, purtroppo il sistema penale, davanti a queste tipologie di frodi poco riesce ad ottenere, più utile il percorso civile e ancor più semplice sarebbe la collaborazione trasparente da parte degli istituti bancari coinvolti».

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