Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Migranti e CAS: indagate 7 persone di una onlus e 5 immobili sequestrati

Vertici e dipendenti attestavano in un apposito registro la falsa presenza di migranti per intascare 29 euro al giorno a ospite. La polizia ha eseguito anche tre misure cautelari personali temporanee

ANCONA- Vertici e dipendenti di una cooperativa onlus attestavano falsamente la presenza di migranti nei CAS per intascare il corrispettivo dovuto all’accoglienza di ogni ospite. Il bilancio è di 7 indagati per i reati di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato, tre di questi non potranno contrattare con la Pubblica Amministrazione per 10 mesi. Sequestrati anche 5 immobili adibiti a centri Cas, nonché i relativi beni all’interno. La Polizia di Stato di Ancona, al termine dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dorico, lo scorso 7 giugno ha eseguito tre misure cautelari personali e la misura cautelare reale del sequestro preventivo dei 5 immobili situati ad Ancona. L’indagine, avviata nel 2021, ha visto coinvolti sia i vertici che alcuni dipendenti di una cooperativa onlus che si occupa prevalentemente dell’accoglienza dei migranti nell’ambito di contratti di appalto e convenzioni stipulate con diverse Prefetture, tra cui quella di Ancona.

Dall’indagine è emerso che il rappresentante legale e presidente del Consiglio di Amministrazione della società, in concorso con il vice presidente del Consiglio di Amministrazione e consigliere, insieme ad altri cinque dipendenti, con artifizi e raggiri, hanno attestato il falso, segnalando in appositi registri la presenza degli ospiti stranieri nei Centri di Accoglienza gestiti dalla società cooperativa ad Ancona. In questo modo sono riusciti a trarre in errore i funzionari della Prefettura e ad ottenere l’indebito pagamento di 29,52 euro al giorno per ogni ospite segnalato come falsamente presente. I mirati controlli della Prefettura e le perquisizioni eseguite dalla Squadra Mobile presso le sedi della cooperativa, hanno permesso di rinvenire e sequestrare numeroso materiale probatorio che ha avvalorato quanto già emerso nelle precedenti fasi dell’indagine. Il GIP del Tribunale di Ancona, ha accolto quanto richiesto dalla Procura ed ha emesso l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali e reali.

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