Vende l'auto e simula il furto, il concessionario tarocca il tachimetro: denunciati

Il bluff scoperto dalle Volanti della questura grazie a un acquirente 007

Un operatore del 113

Denuncia il furto dell’auto dopo averla venduta a un concessionario che, a sua volta, la immette sul mercato riducendo della metà il chilometraggio. Entrambi sono nei guai perché, grazie a uno scrupoloso acquirente, la truffa è stata scoperta dalla polizia.

Determinante è stata la segnalazione di un quarantenne della provincia anconetana che ieri pomeriggio si è presentato in questura per raccontare ciò che gli era successo presso un autosalone a cui si era rivolto per l’acquisto di una Fiat Bravo vista su un sito specializzato. Arrivato sul posto, con il proprio smartphone ha verificato le caratteristiche dell’auto, confrontandole con quelle mostrate da una specifica App: corrispondeva tutto, anche il chilometraggio (circa 87mila km), ma sorprendentemente l’applicazione evidenziava la voce “furto”. Nel dubbio, è uscito e si è presentato in questura. Gli agenti delle Volanti hanno subito avviato le indagini: in effetti, l’auto risultava oggetto di furto, denunciato qualche giorno fa ad Ancona, ma è emerso un regolare contratto e il passaggio di proprietà tra il concessionario acquirente e il proprietario del veicolo. Quest’ultimo, un anconetano di 43 anni, è stato immediatamente convocato in questura, dove ha confessato il tentativo di raggiro: ha ammesso di aver venduto la Fiat Bravo al concessionario, sporgendo subito dopo la denuncia di furto al fine di riscuotere i soldi dell’assicurazione. Inevitabile per lui la denuncia per simulazione di reato e tentata truffa assicurativa.

Ma nei guai è finito anche il rivenditore di auto usate, un 32enne romeno: i poliziotti, infatti, hanno appurato che la Bravo era stata messa in vendita con un chilometraggio di 67.000 km in meno di quelli effettivi. Come previsto dalla legge, ad ogni revisione viene memorizzato sulla documentazione informatica dell’auto il chilometraggio corrispondente. Il veicolo in questione era stato revisionato nel 2018 a 123.000 chilometri e, come dichiarato dal vecchio proprietario, all’atto della vendita avvenuta pochi giorni fa aveva circa 154.000 chilometri, ma era stato immesso nuovamente nel mercato a 87.000 km. Qualcuno, cioè, aveva scalato il chilometraggio per circa la metà, eseguendo subito dopo una seconda revisione nella quale venivano riportati i nuovi chilometri e sulla carta di circolazione aveva sovrapposto la placchetta cartacea della revisione del 2019 su quella del 2018. Quel “qualcuno”, secondo la polizia, è il concessionario romeno, denunciato per tentata frode in commercio, mentre l’auto è stata sequestrata. 
 

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