Taroccavano il contachilometri per vendere auto come nuove: in manette tre latitanti

I carabinieri hanno chiuso l'indagine sulla truffa messa in atto da un gruppo criminale: arrestate in tutto 5 persone che hanno ottenuto profitti illeciti per mezzo milione di euro

foto d'archivio

I carabinieri della Compagnia di Ancona hanno tratto in arresto una donna e due uomini di origine rumena che nell’ambito dell’operazione denominata “Chilometri Zero” nella mattinata del 20 giugno scorso si erano resi irreperibili ed erano riusciti a sfuggire al carcere. I tre sono stati bloccati da carabinieri – che da tempo ne monitoravano i movimenti –  a bordo di un taxi dopo aver oltrepassato il casello autostradale di Senigallia in direzione sud. Per loro sono subito scattate le manette: i due uomini sono stati portati a Montacuto, la donna a Villa Fastiggi di Pesaro. 

Contachilometri taroccati

L’indagine, condotta dai carabinieri di Brecce Bianche, era stata molto complessa e aveva visto coinvolte 5 persone (2 uomini e tre donne), tutte romene, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio nella vendita di auto alle quali venivano ridotti i chilometri. Gli inquirenti nel periodo compreso tra gennaio 2017 e aprile 2019 erano riusciti a dimostrare la compravendita di più di 130 veicoli ai quali, mediante una sofisticata apparecchiatura, era stato artificiosamente ridotto il chilometraggio, in modo da renderli più appetibili per i potenziali acquirenti. Il gruppo criminale, con sede operativa ad Ancona, pubblicizzando sui siti specializzati la loro attività commerciale, era riuscito ad ottenere, grazie ai prezzi concorrenziali, innumerevoli clienti da tutto il territorio nazionale che venivano invitati presso le sedi di via Di Vittorio e via Rossi a visionare le auto, lasciandogli credere che stessero trattando con vere concessionarie: così formalizzavano l’acquisto, facendoli incappare nel raggiro. Gli acquirenti ingannati provenivano da 13 regioni: oltre alle Marche (71), l’Abruzzo (12), l’Umbria e l’Emilia Romagna (11), il Lazio e il Molise (9), ma anche la Toscana (8), la Puglia (5), il Veneto e la Lombardia (3), oltre a Piemonte (1), Sardegna (1) e Liguria (1). 

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Mezzo milione di profitti illeciti

I carabinieri della Stazione di Brecce Bianche, che hanno condotto le indagini coordinate dal pm Daniele Paci, sono riusciti ad analizzare centinaia di vendite di auto risultate anomale poiché, dalla verifica effettuata, presentavano notevole alterazione del contachilometri, arrivando in moltissimi casi a riduzioni di oltre 200.000 chilometri, ovvero fino al triplo delle misurazioni originali, trasformando in tal modo veri e propri “bidoni” – pericolosi per l’incolumità dei passeggeri e della stessa circolazione stradale – in “super car” dall’apparente motore immacolato, sostenendo in modo sistematico che le stesse erano classificabili “unico proprietario” benché alcune fossero passate di mano in mano tra vari automobilisti. Ulteriore elemento, per carpire la fiducia dei clienti, era il fatto che tutte le vetture venivano messe in vendita con la revisione appena fatta. Proprio su questo punto le indagini si sono allargate a un’officina di revisioni auto che costantemente certificava l’esito positivo del controllo con i chilometri scalati. L’organizzazione, grazie alla grande pubblicità sul web, tra gli anni 2017 ed il 2019, ha ottenuto profitti per oltre 500.000 euro. Dalle indagini sono emerse, inoltre, le responsabilità di due agenzie di pratiche auto di Ancona che in accordo con gli arrestati favorivano i passaggi di proprietà falsificandone gli atti. 

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