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Il dirigente della Polizia Stradale Marche,  Lucio Pennella

Il dirigente della Polizia Stradale Marche, Lucio Pennella

La polizza è carta straccia, auto sequestrate e famiglie a piedi: sgominata banda delle truffe

La polizia stradale delle Marche ha scoperto il raggiro su scala nazionale. Quattro persone arrestate, che dovranno rispondere di associazine per delinquere finalizzata alla truffa

Avevano creato un sito internet fasullo, raggiungibile con un indirizzo simile a quello delle maggiori agenzie assicurative. Il cliente, tramite quel portale, pensava di aver stipulato una polizza stradale. Invece no. Non solo aveva perso soldi, ma in alcuni casi si è visto sequestrare il veicolo dopo un controllo della Polizia Stradale, perché risultato sprovvisto di assicurazione. La maxi truffa online (GUARDA IL VIDEO) è stata scoperta e sgominata dalla Polizia stradale delle Marche e è costata gli arresti per quattro persone tra Napoli e Chieti, chiamate a rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Sono 249 gli indagati in tutta Italia. Il raggiro, secondo quanto ricostruito dalle indagini, aveva fruttato ai malviventi complessivamente 3 milioni di euro, con incassi mensili che arrivavano anche a 100.000 euro. Dalle ricostruzioni risultano truffati clienti di diverse regioni. Circa 30 i casi in provincia di Ancona. Le vittime scoprivano la truffa solo in caso di incidenti e durante il controllo di polizia, ma questo per legge non basta a evitare le sanzioni come il sequestro del veicolo. Dalle querele esaminate è infatti emerso che in alcuni casi gli ignari automobilisti, proprio a causa del sequestro, restavano appiedati durante le vacanze in aree di servizio con famiglia al seguito e relative valigie. 

Il caso che ha dato il via all’inchiesta “Valdez”  è stato scoperto a Senigallia, da un semplice controllo stradale. Il modus operandi ricostruito dagli agenti, con incrocio di dati e appostamenti, era articolato: i quattro, tre donne e un uomo tutti campani e già conosciuti alle forze dell’ordine, avevano creato un sito fasullo pubblicizzato su internet. Pagando, riuscivano anche a spingerlo fino ai primi posti dei motori di ricerca. Sul portale c’erano diversi numeri telefonici, alcuni camuffati da numeri verde, che in realtà erano deviazioni di chiamata. Per avere un preventivo, il cliente inviava i suoi dati anagrafici, quelli del veicolo e un numero di telefono sul quale veniva ricontattato. Il presunto broker a quel punto proponeva l’affare a prezzi concorrenziali e chiedeva il pagamento tramite carta di debito o bonifico (con l’Iban spesso associato alla stessa carta). Pagata la somma, il cliente riceveva via whatsapp o via mail l’immagine del contratto. Il raggiro, dicono gli investigatori, era talmente articolato che i presunti truffatori non solo riuscivano a far comparire il proprio portale anche sui siti di comparazione offerte, ma avevano anche creato un secondo portale ad hoc in cui venivano fornite informazioni e chiarimenti. Gli accertamenti, coordinati dalla Procura di Napoli, hanno portato alla luce 350 carte di debito usate per riscuotere il denaro, intestate a 249 persone che spesso utilizzavano più di una carta. 

Nel corso della conferenza stampa in Questura, convocata per illustrare l’operazione, il dirigente della Polstrada regionale, Lucio Pennella, ha anche spiegato come difendersi dai raggiri: «Leggete bene gli indirizzi Internet, occhio ad esempio alle ripetizioni di punti- spiega Pennella- sul sito dell’IVASS è presente l’elenco dei siti di intermediazione irregolari e in caso di dubbi contattate sempre il nostro servizio». La polizia ha anche ricordato che la copertura assicurativa può essere verificata su www.ilportale dell’automobilista. 
 

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