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Finti incidenti, chiuse le indagini con 49 indagati: ci sono anche due medici

Diverse le procedure utilizzate dai membri della banda, che riuscivano a provocare incidenti "ad hoc" per truffare le assicurazioni o le ignare vittime

La Procura della Repubblica di Ancona, tramite il pm Serena Bizzarri, ha concluso una lunga indagine su falsi incidenti e truffe alle assicurazioni, indagando 49 persone, che tra il 2011 ed il 2014 si sono resi responsabili di associazione a delinquere finalizzata alle frodi assicurative, falsa testimonianza, falso ed estorsione. Diverse le procedure utilizzate dai membri della banda, che riuscivano a provocare incidenti "ad hoc": una frenata brusca per causare un tamponamento o l'nduzione al mancato rispetto della precedenza, dove al volante in molti di questi casi c'erano donne sole o anziani. Le vittime che nella maggior parte dei casi venivano poi intimidite con grida o minacce dai componenti della banda, che riuscivano ad ottenere o l'immediato risarcimento, oppure la compilazione della "constatazione amichevole", iscenando quindi veri e propri incidenti stradali con danni, grazie anche alla complicità di medici e periti assicurativi. Le indagini infatti hanno fatto emergere che alcuni componenti della banda, si recavano in ospedale per ottenere un certificato medico per i "danni riportati", garanzia di un più cospicuo risarcimento. Inoltre i militari hanno messo in luce un sistema articolato sulla falsa testimonianza, resa al Pronto Soccorso da persone che riferivano di aver subito traumi a seguito di incidenti stradali mai esistiti, dai quali pero sarebbero emersi traumi in realtà in realtà inesistenti.

In alcuni casi i Carabinieri hanno scoperto che delle persone coinvolte, le quali risultavano aver riportato fratture ed ingessature, circolavano tranquillamente per le strade del centro a bordo di motocicli e senza alcun presidio ortopedico. Una truffa molto articolata, che aveva permesso al sodalizio di incassare oltre 1 milione di euro. Capo della banda un 47enne, già condannato in passato per fatti analoghi, che aveva come complici professionisti insospettabili. Tra gli indagati infatti figurano anche medici ortopedici, che avevano però un ruolo marginale nella vicenda e sarebbero stati indotti al falso.

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