Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Osimo

La truffa del finto parente era un affare di famiglia: in manette padre e due figli

Ben 70 colpi in sei regioni, di cui nove tra Ancona e la Valmusone. Nel mirino sempre anziani che venivano raggirati con fingendosi carabinieri e inventando l'incidente d'auto di un nipote

"Buongiorno signora, sono il maresciallo X dei carabinieri, suo nipote ha avuto un incidente e servirebbe una somma di denaro per risarcire i danni. Passerà un nostro incaricato". Era questa la telefonata per adescare la vittima di turno. Dall'altra parte non c'era, ovviamente, un militare dell'Arma ma un truffatore. Ma i carabinieri, quelli veri, stavolta, della Compagnia di Osimo, hanno indagato e sono riusciti ad arrestare una banda composta da padre e due figli. Sono ritenuti gli autori di ben 70 colpi in sei regioni italiane. Nove di questi, tra marzo e maggio dello scorso anno, messi a segno ad Ancona e in altri centri della provincia: Jesi, Osimo, Loreto, Numana, Sirolo, Filottrano e Polverigi e Agugliano. La tecnica variava di volta in volta ma l'approccio era sempre lo stesso. Un telefonista contattava la vittima che, nel panico per i guai del proprio congiunto, non esitava a pagare. In tempi strettissimi i malintenzionati si presentavano alla porta degli anziani e si facevano consegnare contanti ma anche gioielli. Un piano che non aveva fatto i conti con la prontezza di alcuni anziani e con la macchina investigativa dei militari osimani. Il 28 marzo dello scorso anno i due fratelli sono stati intercettati a Loreto. Al Comando erano arrivate le segnalazioni di quattro anziane: due di Loreto, una di Sirolo e una di Numana. 

Non erano cadute nel tranello e avevano subito allertato il 112. I fratelli, di 37 e 33 anni, volevano confondersi con i pellegrini in uscita dalla Basilica. Fermati, avevano con loro diversi cellulari per contattare le vittime che sono serviti per ricostruire, attraverso il traffico telefonico, tutte le puntate della banda. L'indagine, diretta dal pm Rosario Lioniello, è andata avanti. Gli uomini agli ordini del maggiore Raffaele Conforti hanno collegato i tre, residenti in una lussuosa villa a Napoli, con ben 70 colpi anche visionando i filmati di videosorveglianza delle città interessate. Un'attività non nuova per i carabinieri osimani visto che nel febbraio 2017 erano finiti agli arresti altri sei napoletani accusati di aver commesso fatti analoghi. I presunti truffatori sono stati arrestati. L'accusa per loro è di associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata dei reati di estorsione e truffa aggravata. Sul conto degli stessi inoltre è stata eseguita ed applicata altresì la misura di prevenzione del divieto di ritorno nei comuni della provincia di Ancona. Parte della refurtiva recuperata e restituita alle vittime degli ultimi raggiri, ma le verifiche cominciate da marzo 2017 hanno fotografato un fenomeno molto più diffuso ed un arricchimento molto più cospicuo. L’ammontare del profitto ammonta ad oltre 300mila euro tra denaro contante e monili in oro.

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