Tribunale, in 1 anno restauro e ingresso sul corso: «Il mercato? Si troverà un altro posto»

Durante la presentazione dei lavori di restauro il Presidente del Tribunale ha proposto il recupero dell'ingresso originario. La questione apre il fronte bancarelle

Il tribunale di Ancona dall'alto

Sarà ristrutturato e messo in sicurezza entro un anno, il progetto è già pronto e finanziato con quasi 2 milioni di euro provenienti dal Ministero di Grazia e Giustizia. Il Tribunale sarà messo in sicurezza a tempo di record e i lavori sono stati resi improrogabili da quando, lo scorso agosto, pezzi di mensole e altre parti decorative erano caduti sulla strada da un’altezza di circa 20 metri. A presentare numeri e cronoprogramma è stato il Presidente del Palazzo di Giustizia Giovanni Spinosa insieme all'architetto David Gori, al dirigente amministrativo Luciano Bruno e all’ingegnere del Provveditorato alle Opere Pubbliche Corrado Maria Cipriani. La manutenzione dell’edificio è di competenza del Ministero della Giustizia anche se il fabbricato è di proprietà comunale, il progetto è stato approvato dal Provveditorato Interregionale per le Opere pubbliche di Toscana, Marche e Umbria e lo Stato lo ha già finanziato con 1milione e 850mila euro. Prossimamente verrà pubblicato il bando di gara. Ma per un tribunale tirato a lucido e che, già con l'intitolazione a Vittorio Salmoni celebrata lo scorso 22 maggio, ha rivendicato il suo pieno ruolo nella comunità anconetana, è d'obbligo tornare ad aprirsi attraverso il suo ingresso principale. Quello in corso Mazzini per capirci.

«Quando avremo finito i lavori di restauro del tribunale, avremo anche a disposizione l'ingresso principale di corso Mazzini». Giovanni Spinosa 

La questione dell'ingresso

Con il nuovo look il Tribunale di Ancona potrebbe avere anche un nuovo (anzi vecchio) ingresso, quello su corso Mazzini. Per il Presidente del Palazzo di Giustizia è più di un sogno, ma la questione apre la discussione sulle bancarelle e i parcheggi. Che fine farebbero? I banchi intralcerebbero la riapertura dello storico ingresso? «Le bancarelle sono un patrimonio ma la città ha diritto di vedere restaurato l'ingresso storico e questo discorso, come quello dei parcheggi, mi interessa relativamente- ha risposto Spinosa- non capisco perché dobbiamo accontentarci di un ingresso secondario su una piazzetta, la città ha il diritto di vedere ripristinato l’ingresso storico che fa anche capire l’importanza della funzione del palazzo- ha proseguito Spinosa- non sono io a dover decidere su un eventuale spostamento, ma penso che per le bancarelle si possono trovare spazi altrettanto dignitosi così come si possano recuperare i parcheggi».

I lavori 

«Le mensole a 200 metri di altezza in fase di distacco ci hanno fatto capire che dovevamo fare scelte progettuali immediate- ha spiegato David Gori- l’apparato decorativo è quello che ci destava le maggiori preoccupazioni perché il palazzo non ha problemi strutturali importanti». Per indagare le parti ammalorate i tecnici hanno utilizzato droni e ricostruzioni tridimensionali negli ultimi sei mesi, mentre i vigili del fuoco hanno focalizzato le criticità più immediate. Il distacco dei materiali, secondo i tecnici, è stato causato dall’ossidazione dei perni di metallo, un processo conseguente al passare degli anni (le facciate risalgono all’800) e che ha portato a fratture sulle decorazioni in pietra e calcestruzzo. I perni in questione saranno sostituiti con quelli di materiale più resistente, ovvero fibra di carbonio e vetroresina: «Le decorazioni saranno invece ricostruite o restaurate con i materiali originali, quindi pietra calcarea locale, laterizio e cemento armato» ha spiegato Gori. 

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Il cantiere 

Le impalcature copriranno i 1.500 metri quadrati di ogni facciata e i lavori andranno avanti in quattro fasi distinte, una per ciascun lato del palazzo in modo da garantire l'operatività di uffici e aule anche con i lavori in corso. I ponteggi saranno eretti prima sulla facciata di corso Mazzini e saranno allarmati e videosorvegliati. I tecnici promettono un ingombro al suolo minimo e che non dovrebbe oltrepassare oltre il bordo del marciapiede. Circostanza che non renderà dunque necessaria la chiusura delle strade e che dovrebbe interagire con i lavori delle bancarelle solo durante il passaggio dei mezzi che trasportano materiali e macerie. «La proiezione per il completamento dell’intervento è tra i 12 e i 14 mesi» ha concluso l’architetto Gori. 

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