Cronaca

Travolto da un treno, mamma e amici chiedono la verità sulla morte di Aliaksei Sushkevich

Aliaksei, per tutti Alessio, è il 19enne biellorusso residente a Caselle di Maltignano, morto all’alba di domenica 7 dicembre dilaniato da un treno sui binari della stazione di Senigallia. Ieri pomeriggio la manifestazione davanti al Tribunale di Ancona

Sono arrivati in pullman da Caselle di Maltignano per manifestare pacificamente davanti al Tribunale di Ancona. Tra le mani tengono un lungo striscione: "Vogliamo la verità sull'omicidio di Aliaksei Sushkevich" e nei loro occhi si legge ancora tutto il dolore per questa morte così tragica e apparentemente assurda. Aliaksei, per tutti Alessio, è il 19enne biellorusso residente a Caselle di Maltignano, morto all’alba di domenica 7 dicembre dilaniato da un treno sui binari della stazione di Senigallia.

Mamma Inga e una trentina di amici, tra compagni di scuola e compaesani, vogliono sapere che cosa sia veramente accaduto quella mattina alla stazione di Senigallia e chiedono un'accelerazione delle indagini. Il sostituto Procuratore Giovanna Lebboroni ha aperto infatti un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. La decisione di effettuare ulteriori verifiche nasce dalla richiesta avanzata dall’avvocato Felice Franchi, legale della madre della vittima. Inga Sushkevich non crede si sia trattato di una incidente piuttosto che suo figlio sia stato ucciso e poi gettato sui binari. La donna è disposta a tutto pur di sapere la verità.

«Dopo 41 giorni io non so ancora niente, nemmeno quale treno ha travolto mio figlio. Non mi danno nessuna risposta- dice disperata-. Sono convinta che mio figlio sia stato ucciso e messo poi sui binari. Voglio giustizia e ho il diritto si sapere come sia morto Aliaksei». Alessio era andato ad un concerto a Senigallia con altri due amici e prima di prendere il treno del ritorno, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe allontanato per espletare dei bisogni fisiologici e non si sarebbe accorto dell'arrivo del treno.  Per mamma Inga non può essere andata così, ci sono troppe stranezze nella vicenda.

Descrive Alessio come un ragazzo solare, tranquillo che amava moltissimo gli animali. Non si sarebbe mai allontanato per fare un bisogno. Avrebbe utilizzato il bagno della stazione. Alessio era molto educato, rispettoso e attento. Non passava mai con il rosso, non superava il limite di velocità e attraversava solo sulle strisce pedonali. Dubbi su quanto accaduto sono sorti anche per il comportamento dei due amici che erano con Alessio, ritornati ad Ascoli senza il loro amico e senza avvisare nessuno della sua scomparsa. «Loro stanno in silenzio. Io non voglio accusare nessuno ma se parti in tre torni in tre, non ritorni in due. Tanto più perché avevano un solo biglietto per tre, i documenti di mio figlio ce li avevano loro, Alessio soldi non ne aveva e sapevano che il suo cellulare era scarico. Come puoi andare via? Che amico sei?» si domanda mamma Inga.

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