Bancarelle permanenti e doppio senso in galleria San Martino: i nodi di piazza Pertini

Sul piatto il trasferimento in pianta stabile del mercato di corso Mazzini e il doppio senso in galleria San Martino. Ma i commercianti della piazza sono divisi, ed è una "questione di marciapiede"

Nella foto: Piazza Pertini

Quella del trasferimento del mercato di corso Mazzini è una questione delicatissima. A sentire la campana dell’amministrazione le bancarelle lì non possono stare, c’è un problema di spazio davanti al Tribunale che deve essere lasciato libero, con tanto di “bolla” prefettizia. Però anche gli ambulanti hanno le loro ragioni: il mercato è una cosa che vive solo se radicata su un territorio ben preciso, e ogni spostamento – anche di poche centinaia di metri – rischia di tradursi in una perdita economica.
L’ipotesi "attualmente" sul piatto - non proprio da ieri - è quella di spostare il mercato in Piazza Pertini, eventualità che i negozianti della zona accoglierebbero a braccia aperte, come emerge anche dalle diverse testimonianze riportate oggi dal Corriere Adriatico.
La nota piazza anconetana ritroverebbe così una vocazione, dopo innumerevoli restyling e l’accoglienza di molteplici iniziative (dal Choco Marche ad avvenimenti sportivi, passando per le iniziative della Coldiretti e per partecipatissime feste della birra) che l’hanno accesa di partecipazione per un giorno o due per poi farla ripiombare nell’apatia.

IL DOPPIO SENSO DELLA DISCORDIA. Il giudizio su cui invece i commercianti della zona non riescono proprio ad accordarsi è quello sul doppio senso della galleria San Martino. La sperimentazione era stata fatta durante il Congresso Eucaristico, e ora si discute se ripristinarla, rendendo permanente il doppio senso di marcia, o lasciare immutato l’ancien regime del senso unico.
La divisione fra i pareri è una questione di marciapiede: chi ha il negozio in via Marsala è contrario al doppio senso perché teme regolari ingorghi davanti alla propria serranda, mentre quelli con l’esercizio in via San Martino la ritengono una soluzione ideale per far sfogare almeno parzialmente il traffico cittadino.

In questo complicato scenario si innesta una crisi politica divenuta ormai endemica, con un governo della città che non ha la forza di imporre nessuna decisione, specie una come questa destinata inevitabilmente a creare degli scontenti.
 

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