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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Persi per la città nella corsa al trapianto, una donna li salva: «Un angelo a bordo di una Clio»

L'emozionante storia di Emanuela e Fabio, una coppia di pescaresi che la sera del 9 dicembre hanno dovuto affrontare mille peripezie per arrivare fino all'ospedale di Torrette. Vogliono ringraziare la donna che li ha scortati fino al nosocomio

Gli angeli guidano la Clio color argento. Verrebbe da pensare così ascoltando questa storia. «Volevo ringraziare l’angelo sconosciuto che ci ha salvato la sera del 9 dicembre. Non so cosa avremmo fatto senza di lei». A parlare è Emanuela Fusco, la compagna di Fabio, 39enne, malato di una patologia che lo ha portato alla necessità di fare un trapianto di fegato. Dopo tanta attesa, proprio la sera del 9 dicembre quella telefonata è arrivata. All’ospedale di Torrette c’era la possibilità di operarsi ma bisognava fare in fretta. «In questi casi – spiega Emanuela - ci sono tre ore di tempo per presentarsi in ospedale. Siamo partiti a razzo da Pescara, abbiamo mollato tutto e preso la macchina ma, a quattro chilometri dal casello, l’auto ha subito un guasto e si è fermata. Eravamo nel panico. Così abbiamo chiamato il 112 che ci ha messo in contatto con il 118 per inviarci un’ambulanza. Alla fine però l’auto si è riavviata e così siamo ripartiti ma, non essendo pratici della città, ci siamo persi».

Ecco chi è la ragazza che li ha aiutati. Si chiama Elisa ed è anconetana

Infatti i due navigatori, quello dell’auto e quello del telefono, davano due percorsi diversi. Alla fine la coppia si è ritrovata dal lato sbagliato di Ancona e con l’adrenalina a mille: «Siamo finiti dall’altra parte della città, in una struttura alla fine di una lunga salita (Villa Igea ndr)». Presi dall’ansia di non fare in tempo a rispettare la scadenza i due hanno deciso di fermare un vigilante: «Ho chiesto di aiutarci a trovare quell’ospedale ma lui ci ha risposto che non era compito suo e se n’è andato». Alla fine abbiamo fermato una ragazza, a bordo della sua Renault Clio color argento. «Ci ha visti in preda al panico e ha detto che non ci avrebbe lasciato andare così. In pratica si è messa davanti con l'auto per scortarci fino a Torrette. Un angelo in terra. A lei vanno tutte le preghiere della nostra famiglia. La vorremmo ringraziare con il cuore ma non sappiamo il suo nome, senza di lei oggi Fabio non avrebbe fatto l’operazione e chissà cosa sarebbe accaduto».

Il 10 dicembre, infatti, l’uomo è stato operato nel nosocomio dorico. «Ci saremmo dovuti sposare proprio quel giorno. Ma va benissimo così». Ora il 39enne si trova ancora in ospedale ed è stato sottoposto ad una cura farmacologica perché presenterebbe dei segni di rigetto «ma – dice la donna - i dottori sono fiduciosi. Speriamo vada tutto per il meglio».  

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