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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

L'eroina viaggia nella pancia, sgominato maxi traffico dal Pakistan: 21 arresti

L'operazione è culminata con il trasferimento in carcere del capo della banda. Coinvolti 4 fratelli pakistani. Ventuno gli arresti totali e 4 i chili di eroina sequestrata in totale nell'operazione Mezzaluna d'oro

ANCONA/SENIGALLIA – Assoldavano persone bisognose dal loro paese d’origine affinché, per pochi spicci, ingerissero ovuli di eroina. Alcuni riuscivano ad ingoiarne anche 70 tutti insieme e affrontavano un viaggio rischiosissimo in aereo dal Pakistan fino all’aeroporto di Malpensa. Qui ad attenderli c’erano gli autisti della banda che li conducevano fino a Senigallia dove, all’interno di alcuni appartamenti, si liberavano della droga pronta per essere rivenduta in ovuli o spacciata sulle piazze di Ancona, Senigallia, Civitanova e Martinsicuro, in provincia di Teramo. Un traffico internazionale quello sgominato in seguito alle complesse indagini coordinate dalla Procura distrettuale di Ancona e svolte dalla Squadra Mobile di Ancona, coordinata dal capo Carlo Pinto, e dagli uomini del Commissariato di Senigallia e culminate con la custodia cautelare in carcere disposta ieri dal gip. A finire nel carcere di Montacuto il capo della banda, un pakistano di 30 anni.  

Le indagini  

Per smantellare il giro di eroina e il sodalizio criminale che ha coinvolto 4 fratelli pakistani che, a copertura dei loro traffici, avevano a Senigallia una ditta di calzature, sono serviti mesi di lavoro. Le indagini, infatti, sono iniziate a febbraio dello scorso anno. Operazione dopo operazione, ogni volta che era in arrivo un aereo proveniente dalla regione della Mezzaluna d'oro (chiamata così per la gran quantità di oppiacei prodotti) gli agenti della Mobile entravano in azione e bloccavano i sospettati. Così facendo la polizia ha arrestato 18 persone dedite al traffico di droga. Le indagini hanno portato al sequestro di circa quattro chili di stupefacente che avrebbero fruttato sul mercato circa un milione di euro. In totale l’operazione Mezzaluna d’oro ha portato a 21 arresti tra ovulatori, pusher (di cui alcuni anche italiani che acquistavano gli ovuli da 8 grammi ciascuno) e capibanda. Dodici di questi soggetti devono rispondere di associazione a delinquere.

Gli altri 3 fratelli

Colpo di grazia al traffico ieri con il blitz in casa di due fratelli del capo che ha portato alla scoperta di 40 ovuli di eroina. Gli uomini della sezione Criminalità organizzata della Squadra Mobile di Ancona con a capo Francesco Monterisi, dopo un lungo appostamento ieri hanno fatto irruzione in un appartamento di Senigallia che faceva capo agli altri due fratelli del trentenne vertice della banda finito ieri in carcere. Qui hanno scoperto 40 ovuli di eroina nascosti in casa: il primo, un 39enne, si è addossato tutta la responsabilità dicendo che quella droga era sua ed è stato arrestato. Mentre il secondo, un uomo di 45 anni, è stato denunciato per detenzione di stupefacente. Il quarto fratello del boss, invece, era stato arrestato il 4 ottobre nell’ambito di una delle operazioni della polizia. Era finito in manette insieme ad un ovulatore che trasportava oltre mezzo chilo di eroina in pancia e all’autista che li stava accompagnando nella città roveresca.

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