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Il Tenente Colonnello Paganuzzi e il Capitano Pasquariello, che hanno illustrato l'operazione (fonte: Udine Today)

Il Tenente Colonnello Paganuzzi e il Capitano Pasquariello, che hanno illustrato l'operazione (fonte: Udine Today)

Maxi operazione anti-droga: a Senigallia una delle basi del clan

Ricostruiti l'organigramma e le metodologie dell'organizzazione di criminali balcanici, individuando i luoghi connessi alla loro attività in 26 località italiane. Ogni mese il clan spostava 50 kg di cocaina

Era ubicata a Senigallia una delle basi logistiche per il passaggio della cocaina utilizzate dal clan di albanesi di Udine le cui attività sono state stroncate nel corso di un'operazione che ha coinvolto uomini dell'Arma in tutta Italia e le polizie di Olanda, Albania, Germania e Inghilterra. Il traffico si sviluppava sulla direttrice Amsterdam - Roma - Tirana.

Le indagini sono durate oltre 4 anni e hanno portato all’arresto di 9 persone colte in flagranza di reato, la cattura di un latitante internazionale ricercato per tentato omicidio plurimo, ma anche 49 deferiti, 30 perquisizioni eseguite, 12 kg di cocaina sequestrati, 11 ordinanze di custodia cautelare, e soprattutto l’interruzione un traffico da 50 kg di cocaina al mese verso l'Italia
L’operazione, chiamata “K 2009”, è stata gestita dal comando provinciale dei carabinieri di Udine, sotto la direzione di Barbara Zulin della Procura distrettuale di Roma, in collaborazione coi comandi provinciali di Roma, Milano, Brescia, Verona, Prato, La Spezia, L'Aquila, Ancona, Bolzano, Verbania e Pisa. Sono stati occupati 150 carabinieri in tutto il paese, più le forze speciali. Coinvolte anche le polizie di Germania, Albania, Olanda e Inghilterra. Attivi l'Interpol e la Direzione centrale per i servizi antidroga di Roma.

I militari hanno ricostruito l’organigramma e le metodologie di comando dell’organizzazione di criminali balcanici, individuando i luoghi connessi alla loro attività in 26 località italiane, tra le quali Desenzano del Garda, Peschiera, Milano, La Spezia, Ancona, Volterra, Roma e L'Aquila.
Il denaro viaggiava da Roma a Tirana e Amsterdam: dalla capitale olandese arrivava lo stupefacente, tramite degli inglesi di origine albanese, che la trasportavano servendosi di auto noleggiate in Gran Bretagna nelle quali venivano ricavati dei doppi fondi. Scendendo dai Paesi Bassi passavano in tutte le basi logistiche a nord di Roma - La Spezia, Quarto d'Altino (VE), Pioltello (MI), Senigallia (AN), Prato e Capistrello (AQ) - per poi arrivare nella capitale.

Le indagini comunque proseguono, visto che i capi dell'organizzazione devono ancora essere presi.

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