Truffe: il traffico internazionale di carte di credito passava per Osimo

Un traffico internazionale che si snodava dall'America al Vietnam, ma che trovava la sua applicazione criminale in Italia, in modo particolare a Rimini e Ancona. Due arresti, 19 denunce, nei guai anche un calciatore

Due arresti e 19 denunce a piede libero. Sono questi i numeri della complessa attività che i Carabinieri di Bologna, che dopo un anno e mezzo di indagini hanno chiuso un'indagine relativa alla sottrazione fraudolenta dei codici dei propri bancomat e carte di credito con i quali erano stati effettuati numerosi prelievi di denaro in paesi esteri, quali Stati Uniti D'America, Argentina, Filippine, Russia, Spagna, Inghilterra. L’attività fraudolenta della banda aveva anche interessato le province di Rimini ed Ancona.
Tutto è partito nell'ottobre del 2010, quando circa duemila ignari cittadini si sono rivolti all'Arma di Vergato per segnalare la sottrazione dei propri codici bancari e di prelievi all'esterno. Il sorprendente numero di denunce ha fatto immediatamente scattare approfondite indagini.

I PRIMI PASSI. Dai primi accertamenti è emerso che gli utilizzi fraudolenti delle carte clonate avvenivano sia tramite sportelli ATM,  sia attraverso operazioni di ecommerce, sia con acquisti presso negozi.
La svolta è arrivata quando, monitorando le varie spendite fraudolente su carte clonate, i militari si sono imbattuti in alcune di esse avvenute nel nord Italia, e grazie alle immagini dei circuiti di videosorveglianza si sono potuti individuare alcuni truffatori, nello specifico cittadini di colore. Controlli coordinati del territorio hanno poi consentito di associare i nomi ai volti.
Fermato un uomo che aveva acquistato un telefonino, i militari sono riusciti a verificare il codice "nascosto" sotto la banda magnetica della carta di credito in suo possesso, dove individuavano alcuni codici abbinati a carte di credito appartenenti a cittadini americani e clonate. L'Autorità Giudiziaria di Sondrio, ricevuti gli esiti investigativi, ha emesso a carico dell'individuo, un ivoriano 34enne operaio, con precedenti specifici, un provvedimento restrittivo a cui veniva data immediata esecuzione.

ANCONA E OSIMO. L'uomo, dal carcere, non ha ammesso le responsabilità contestategli, ma le spendite in Lombardia subivano una evidente diminuzione. Il costante monitoraggio delle spendite delle carte di credito clonate da parte dei militari della compagnia di Vergato, ha registrato una trasmigrazione del fenomeno verso la riviera adriatica, e in particolare nelle province di Rimini ed Ancona. In quest'ultima provincia emergeva una maggior concentrazione di spendite.
I militari della Compagnia di Vergato si sono posti sulle tracce dei "cyber truffatori", indicati come stranieri di colore, battendo palmo a palmo le zone in cui erano avvenute le spendite, acquisendo filmati delle telecamere a circuito chiuso, cercando di rintracciare una Hyundai Coupé di colore grigio indicata dai commercianti ove erano stati effettuati gli acquisti truffaldini.

FACEBOOK E “IL MAGLIONE ALLA MODA”. A quel punto attraverso "Facebook" i militari hanno acquisito, nella zona di Ancona, alcune foto tra le quali individuavano quella di un soggetto che assomigliava ad uno dei personaggi ritratti nelle immagini registrate dalle telecamere presso un negozio ove era stata effettuata una spendita "irregolare". L'individuo indossava un particolare maglione "alla moda" che lo rendeva estremamente caratteristico.
Nel corso dell'attività info-operativa, i militari apprendevano che il personaggio si sarebbe recato in un paese vicino ad Ancona, Osimo, ove i Carabinieri intercettavano una Hyundai grigia condotta da giovani di colore, tra i quali veniva riconosciuto lo stesso uomo immortalato dalle immagini delle telecamere e nella foto su Facebook. Finalmente veniva identificato in E.G.24enne, disoccupato.

Accertato che le spendite avvenivano anche tramite ricariche Post-Pay, grazie alle telecamere di un ufficio postale anconetano è stato acquisito un filmato che riprendeva la responsabile della ricarica truffaldina, poi anch'essa identificata grazie a foto pubblicate su Facebook in O.B.E.37enne nigeriana, impiegata. Infatti la donna è stata riconosciuta in una foto mentre danzava con l'uomo della Hyundai e del "maglione alla moda", E.G., nei cui confronti era già stata avanzata richiesta di custodia cautelare in carcere.

INDOCINA E VIETNAM. La cattura dei due ha aperto nuovi scenari all’indagine: sono venuti alla luce contatti con paesi dell'Indocina (Vietnam) e nominativi dai nomi verosimilmente fittizi. L'ipotesi investigativa, confermata dall'indagato, era che i codici venivano letteralmente acquistati su siti dedicati denominati ICQ e pagati, per un valore di circa 10/20 euro a codice, attraverso società di Money Transfert a cittadini vietnamiti.
Il canale di approvvigionamento individuato, ha permesso di scoprire che molti erano i cittadini di nazionalità nigeriana, tutti con precedenti specifici per utilizzo e spendita di carte clonate e "circolanti" sul territorio nazionale, ad aver acquistato codici di carte clonate. Sono state quindi numerose le perquisizioni richieste alla magistratura anconetana ed eseguite nell'ultimo mese dai Carabinieri di Vergato, collaborati da quelli delle varie zone interessate.

IL CALCIATORE. Proprio nel corso di una di queste perquisizioni in Genova veniva tratto in arresto un cittadino nigeriano, E.U.D. 24 enne, calciatore in una squadra genovese, trovato in possesso di codice di una carta di credito risultata clonata, cosa della quale neppure il proprietario, un dirigente d'azienda bolognese, si era ancora accorto.
Al termine dell'indagine, durata circa 2 anni, venivano quindi arrestati due cittadini stranieri, denunciate 19 persone in stato di libertà, tra le quali figura uno solo italiano residente in Campania, effettuate 30 perquisizioni e sequestrati alcuni computer e i-Phone, oggetto di acquisti truffaldini, nonché 20 carte di credito risultate "clonate". Migliaia sono stati i codici clonati recuperati e tolti dal mercato illegale.
 

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