Poliziotti di Senigallia nel centro migranti: «Rischio sanitario, test troppo lenti»

La denuncia arriva dal Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia: «Alcuni agenti hanno deciso di farli autonomamente»

Foto di repertorio

«Il lavoro svolto dal Siulp Ancona e Regionale Marche per  tutelare la salute dei poliziotti e delle loro famiglie relativamente all’emergenza epidemiologica Covid-19 è stato costante ed, oggi,più che mai attivo. L’opera di sensibilizzazione, sia dei vertici della Polizia di Stato in provincia sia dei principali attori Istituzionali locali come la Regione Marche, ha permesso di effettuare i test sierologici a tutto il personale della Polizia di Stato sin dal mese di giugno scorso». C’è però un problema specifico secondo il Siulp Provinciale. In una nota stampa il segretario Alessandro Bufarini rileva che: «Ad oggi, lo screening sanitario per accertare eventuali casi di positività al Covid-19 sul personale della Questura e delle Specialità della Polizia di Stato è stato completato. Il personale del XIV Reparto Mobile di Senigallia, invece, non ha ancora iniziato i test e non sa neanche quando verranno effettuati. Un inaccettabile ritardo se si considera che tra i servizi svolti dal personale del XIV Reparto Mobile vi è, da oltre due mesi, la vigilanza presso i Centri di prima accoglienza per immigrati. La questione Immigrazione è sempre di stretta attualità, ma oggi il connubio tra gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane e l’emergenza Covid-19 può diventare una miscela esplosiva se non si tutelano gli operatori della sicurezza dal punto di vista sanitario».

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«I colleghi del XIV Reparto Mobile, attualmente, stanno gestendo l’emergenza immigrazione nei centri di Crotone e Campobasso. In quest’ultimo alcuni operatori sono entrati in contatto con persone risultate positive al Covid-19. Neanche questi delicati servizi ed i casi di positività emersi hanno permesso per il personale del XIV Reparto Mobile di velocizzare le procedure per il test sierologico, tant’è che alcuni colleghi, prima di ritornare in servizio, hanno deciso di effettuarlo autonomamente. Le criticità già esistenti sul piano dell’affollamento dei centri e sulla esposizione a fattori di rischio sanitario rendono sempre più difficile l’adempimento di quanto previsto dai recenti decreti a tutela della salute collettiva e mettono a rischio la salute degli uomini e delle donne della Polizia di Stato che stanno producendo il massimo sforzo per garantire il primo soccorso ai migranti e l’affidamento alle strutture ed ai centri preposti- continua Bufarini- Il ritorno dei contagi di questi ultimi giorni ed i recenti provvedimenti governativi, imporrebbero al dirigente del XIV Reparto Mobile una risposta immediata dal punto di vista della Salute dei Lavoratori e, quindi, maggiore attenzione verso i “propri” uomini e donne, adottando ogni misura utile. Il Siulp ritiene che in tali delicati servizi lo screening sanitario ai colleghi debba essere ripetuto almeno con cadenza mensile. IlSiulp ha formalmente interessato il Ministero dell’Interno e la propria Segreteria Nazionale. Sulla tutela della salute dei colleghi e sul rispetto dei diritti, se non avremo risposte chiare ed azioni concrete, non escludiamo azioni pubbliche». 
 

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