La Sindone di Arquata è salva, il vescovo: «Simbolo di resurrezione e ricostruzione»

Operazione chirurgica di vigili del fuoco e carabinieri per estrarre la reliquia dalla chiesa di San Francesco. Errani nel pomeriggio visita le zone terremotate con Ceriscioli

I vigili del fuoco mettono in salvo la sacra sindone di Arquata del tronto

Vasco Errani è arrivato ad Arquata proprio nel giorno del salvataggio della Sindone conservata nella chiesa di San Francesco. Il neocommissario straordinario per il sisma nominato dal Governo era con il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, e gli assessori Anna Casini e Angelo Sciapichetti nel pomeriggio. Qualche ora prima i vigili del fuoco e i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio sono riusciti nell'impresa: recuperare la sacra reliquia di Arquata dalla chiesa pericolante dove era rimasta dopo il sisma (GUARDA IL VIDEO). Non nota come la vera Sindone di Torino, quella di Arquata è una delle 4 copie "da contatto" esistenti al mondo. In pratica si tratta di una stoffa di lino, grande come quello torinese, sulla quale è impressa l'immagine di un uomo flagellato. Secondo un documento del 1655 si tratta della stessa immagine del Cristo flagellato, rimasta impressa sul lino ascolano dopo averlo fatto combaciare con quello originale. 

È tuttavia molto venerata in quella parte di Appennino tanto che lo stesso monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo di Ascoli ha commentato l'operazione parlando di rappresentazione «dell' anima delle rispettive comunità, simbolo della Resurrezione e il testimone della passione di Gesù, un invito a tutta la comunità a tenere viva la speranza e a impegnarsi per la ricostruzione». Sarà proprio il Duomo di Ascoli a "ospitare" la Sindone finché la chiesa di Arquata non sarà risistemata. Non è stato facile metterla in salvo. Le squadre, all'interno della chiesa, hanno estratto la Sindone dalla sua teca e l'hanno inserita in un'altra con adeguate misure di protezione. Solo allora l'hanno tre squadre dei vigili del fuoco hanno tolto la copia della Sindone dalla sua teca, inserendola in un'altra con adeguate misure di protezione prima di farla uscire e di caricarla su un automezzo.

Tornando a Errani, Ceriscioli si aspetta molto. «Il territorio interessato dal sisma – ha detto - è molto più ampio del cratere in senso stretto: sono circa 60 i Comuni delle Marche che hanno subito danni e lesioni. Errani saprà lavorare insieme ai sindaci, insieme agli enti locali, insieme alle forze del territorio in un regime di alta qualità dal punto di vista amministrativo con grande rigore e pulizia: l’Emilia Romagna è stata la prima, nella fase della ricostruzione, a mettere dei vincoli anche per il privato che sceglieva una ditta per fare i lavori. Nel momento in cui entrava in gioco il contributo pubblico ci doveva essere anche un criterio di trasparenza e pulizia nell’appalto».

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