Terremoto, via gli sfollati dalla costa: famiglie costrette a separarsi

Un migliaio di sfollati hanno ricevuto disposizioni dalla Protezione Civile per lasciare camping e strutture alberghiere che li hanno accolti dopo il sisma

Il giorno è arrivato. Un migliaio di sfollati hanno ricevuto disposizioni dalla Protezione Civile per lasciare camping e strutture alberghiere che li hanno accolti dopo il sisma. Protezione Civile che proprio in queste ore sta consegnando alle famiglie ospitate in tre strutture i fogli con cui presentarsi nei nuovi hotel da domani ed entro il prossimo 15 maggio. «Disgregano le famiglie, dividono anche i portatori di handicap da chi li assiste» tuona Francesco Pastorella, coordinatore del comitato “La Terra Trema noi no”, che mercoledì scorso ha partecipato alla riunione con il Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani, la Protezione Civile e i presidenti delle quattro regioni interessate. Pastorella si trova in queste ore insieme a un gruppo di famiglie davanti a un camping di Porto Sant’Elpidio.

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«La gente è imbufalita, non faremo cose eclatanti come bloccare le strade o altro, ma vogliamo che questa cosa venga comunicata pubblicamente». A far male, spiega il coordinatore del comitato, non è tanto la divisione di comunità ricomposte a fatica dopo il terremoto, quanto gli stessi nuclei familiari. «Anziani che vengono spostati, persone con handicap che vengono spostate, famiglie disgregate- prosegue Pastorella- una ragazza viene spostata altrove con il suo bambino, ma sua zia, che è portatrice di handicap, viene mandata a Pollenza». Le nuove destinazioni non sono gradite anche per via della distanza. «In alcuni fogli, ad esempio, c’è scritto di presentarsi in strutture di Pedaso- racconta ancora Pastorella- parliamo di trenta chilometri da qui. Trenta ad andare e trenta a tornare, che si aggiungono ai cento chilometri che si fanno per tornare a Pieve Torina a lavorare». In campo anche alcuni sindaci dei comuni colpiti dal sisma. «Il sindaco di Pieve Torina, con cui ho parlato personalmente, verrà giù martedì. Il Sindaco di Ussita ha mandato alla Prefettura la richiesta di precettare le strutture». E la Regione? «Ha mandato una lettera ai camping chiedendo agli albergatori di tenere in considerazione l’aspetto psicologico delle famiglie, ma non fa rispettare il contratto che lei stessa ha firmato tramite la Protezione Civile Regionale nel quale è scritto che l’accordo può essere prorogato. Stanno facendo il gioco delle tre carte». Tra chi non accetta la nuova destinazione c'è Diego, papà di un bambino di dieci anni. «Io sono separato, volevano spostarmi in un agriturismo sopra Porto San Giorgio, ma mio figlio con la mia ex moglie e mia madre rimarrebbero qui a porto Sant'Elpidio. Ho fatto presente che non accetterò questa proposta e nei prossimi giorni proveremo a sciogliere il bandolo della matassa». Lo stesso foglio, spiega l'uomo «non è firmato dalla Regione, ci è stato consegnato dalla Protezione Civile Regionale con scritto testualmente "data massimo trasferimento 15 maggio", sembra proprio un ordine».

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