Terremoto, la rabbia degli sfollati sotto i palazzi della politica: «Noi lasciati soli, ora blocchiamo l'Italia»

Senza casa, senza lavoro e senza soldi da sette mesi. A Roma così come in tutti i Comuni del cratere del Terremoto del Centro Italia sfila la rabbia di chi dal 24 agosto scorso ha perso tutto e chiede al Governo di fare qualcosa di più

La protesta dei terremotati davanti al Pantheon a Roma, 1 aprile 2017. (Foto ANSA/Michela Suglia)

Salaria bloccata tra Torrita e Amatrice, un nutrito numero di persone a Porto Sant'Elpidio ma anche ad Arquata del Tronto: in 10 comuni del cratere del sisma del Centro Italia centiania di manifestanti hanno dato vita all'iniziativa La ri-scossa dei terremotati, che si svolge in contemporanea anche a Roma

"Non ci dite che non ci stanno i soldi, perché per le banche i miliardi sono stati trovati in una notte. Con il decreto Casa Italia hanno assunto 30 persone alla presidenza del Consiglio. Queste persone non meritano più rispetto, noi non vi amiamo, vi vogliamo mandare a casa, ridateci i nostri soldi".

Ultimatum al governo. I manifestanti, che hanno ostruito la strada con trattori, chiedono un tavolo con il Governo, la Protezione civile e i capigruppo dei partiti entro una settimana, altrimenti, assicurano, ci saranno nuove proteste in tutta Italia.

«Con i tir e i trattori bloccheremo l'autostrada fino a Bologna». Questo il grido di chi ha perso tutto e ora accusa le istituzioni di sette mesi di immobilità. "Basta parole, vogliamo dei fatti" è il messaggio che arriva dal presidio davanti a Montecitorio dai comitati delle zone terremotate del Centro Italia, 'Quelli che il terremoto' e 'La terra trema noi no'.

Tra le persone che protestano non c'è alcun sindaco. Sono arrivati con fischietti e striscioni dalle 4 regioni colpite in rappresentanza di 131 comuni, i portavoce del presidio lamentano scarsa concretezza nella macchina della ricostruzione: "Ci manca una casa, ci manca una prospettiva, non c'è informazione. Nulla è operativo, i decreti non sono attuativi - spiegano - Manca la volontà. In sette mesi hanno portato 25 container travestiti da casette, e hanno fatto pure la sfilata. Non ci sono gli aiuti alle imprese. La scorsa settimana Gentiloni ha parlato di cose che non esistono: il miliardo l'anno nel decreto non c'è. Siamo stanchi di parole: se non otterremo risultati concreti bloccheremo il Paese.

Tra le felpe di Amatrice e Accumoli e le magliette 'Daje Marche', si vedono striscioni contro la rivista Charlie Hebdo (che pubblicò una discussa vignetta sul terremoto), o 'Abbandonati da 37 mesi senza casa, lavoro e soldi'. In piazza anche dei figuranti in abiti dell'Antica Roma: "Noi - si legge nel loro cartello - abbiamo costruito il Pantheon in 330 giorni: voi in 7 mesi che avete fatto?

Senza casa e senza lavoro dopo il terremoto: «Non ho i soldi per comprare una matita a mio figlio»

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Terremoto, l'ira degli sfollati: «Hanno detto non vi lasceremo soli, ma è quello che hanno fatto»

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