Storie sotto le macerie, la donna salvata dal marito e la piccola Giorgia viva dopo 17 ore

Ora la donna, recuperata a Pescara del Tronto, si trova a Torrette. Nelle zone terremotate si continua a scavare per bissare il miracolo della bimba di appena 10 anni salvata

Soccorsi a Pescara del Tronto

Storie sotto le macerie. Che riemergono riempiendo i soccorritori al lavoro nelle zone terremotate di gioia per un'altra vita salvata. Quella della piccola Giorgia, appena 10 anni. E quella di una donna, tra gli otto pazienti ricoverati all'ospedale di Torrette, recuperata sotto le macerie di Pescara del Tronto. I medici le hanno riscontrato traumi da schiacciamento. Quando è stata estratta da quello che rimaneva della sua casa era in stato di ipotermia. Grave ma viva. Grazie anche al marito che al momento del crollo l'ha abbracciata facendole da scudo con il proprio corpo. Non si conoscono le sorti dell'uomo. La macchina dei soccorsi va avanti. Con tutti gli schemi abituali e i protocolli saltati. La centrale 118 regionale ha lavorato fin dalle prime ore oltre i limiti imposti dagli schemi abituali. L'emergenza è emergenza. Con i piloti degli elicotteri a prendere il volo dalle 6.30 di ieri, un'ora prima di quello che stabilisce il protocollo. E gli infermieri che si sono dati disponibili anche per 13 ore consecutive. 

Sono saltati i turni. C'è chi ha fatto la notte e ha smesso di lavorare nel primo pomeriggio per poi ripresentarsi questa mattina. Con l'obiettivo di salvare più vite possibile. «Questo è quello che ci ripaga di tanto sforzo» è stato il commento di uno dei soccorritori quando ieri è stato estratta viva la bambina di 10 anni di Pescara. Giorgia. Intrappolata per 17 ore sotto quello che rimaneva della sua casa a fianco alla sorellina più piccola che invece, purtroppo, non ce l'avrebbe fatta. L'ospedale regionale, in collaborazione con l'ospedale di Ascoli, sta gestendo medici, infermieri e voli. I due Icaro hanno fatto la spola tra le zone colpite e i due ospedali da campo. Da là si decidono le destinazioni con la possibilità di optare, in caso di necessità, anche su ospedali fuori regione come Perugia, L'Aquila e Pescara che hanno fatto sapere della loro disponibilità ad accogliere feriti. 

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