Cronaca

Terremoto in Nepal, Antonini sta bene e vuole tornare a riprendere Gigliola

Ora Antonini si trova nella capitale Kathmandu insieme al ligure Giovanni (Nanni) Pizzorni. Da lì, l'anconetano avrebbe espresso il desiderio di tornare al villaggio Langtang con una spedizione per recuperare il corpo della Mancinelli

Giuseppe Pino Antonini

Non vuole tornare subito in Italia Giuseppe Pino Antonini, lo speleologo anconetano scampato all’inferno del terremoto in Nepal. Non vorrebbe tornare, almeno finché non sarà certo di poterlo fare con la salma della sua amica e collega Gigliola Mancinelli, il medico anestesista del cardiologico Lancisi e tecnico speleologo, morta insieme al trentino Oskar Piazza nella zona del villaggio Langtang, quando sono stati sorpresi dalle frane provocate dal sisma che, per loro, sono state fatali. La coppia Mancinelli e Piazza si era separata dal gruppo effettuando così una deviazione per portare alcuni medicinali ad un’anziana donna nepalese conosciuta durante la spedizione umanitaria. Lì dove i detriti non hanno lasciato scampo. 

Fatto sta che ora Antonini si trova ora a Kathmandu insieme al ligure Giovanni (Nanni) Pizzorni. Da lì, l’anconetano avrebbe espresso il desiderio di tornare al villaggio con una spedizione per recuperare il corpo della Mancinelli. Non sarà facile perché, secondo fonti del Cnsas, l’uso di qualsiasi mezzo di soccorso, verrebbe usato per i soccorsi, ancora in fase organizzativa. Intanto ha parlato anche il vice presidente e portavoce del Soccorso Alpino (Cnsas) delle Marche Paolo Cortelli Panini che ha parlato di Piazza e Mancinelli come “due pilastri del Soccorso Alpino che hanno dedicato la loro vita a portare soccorso agli altri e oggi lasciano vuoti che non porranno essere colmati”.

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