Terremoto, Centinaio nelle Marche ferite: «Più poteri al Commissario altrimenti è inutile»

Il ministro dell'Agricoltura fa tappa in tre aziende agricole terremotate e poi incontra le associazioni di categoria. Coldiretti: «Ricostruzione mai avviata»

il ministro Centinaio al tavolo tecnico con la vicepresidente regionale Anna Casini

Giovanni Palaferri ha un allevamento a Spelonga di Arquata del Tronto. Ha deciso di restare lassù, sulla montagna ferita, con mucche razza marchigiana e pecore nonostante la frazione sia fantasma da oltre due anni e che solo la metà della popolazione precedente al tragico 24 agosto sia oggi alloggiata nelle casette. I Baigueri sono una famiglia bresciana di Montefortino. Dopo le scosse di ottobre sono stati ospitati dai vicini. Hanno dormito in 5 alla meglio in un salotto prima di ripartire con l’allevamento di pecore, la produzione di formaggi e la coltivazione di lavanda. Quando hanno avuto il container, d'inverno, sono rimasti senza luce e senza riscaldamento. Il carburante per il generatore glielo ha portato il sindaco che li ha raggiunti con una jeep affrontando la neve. Alba Alessandri, a Pieve Torina, due anni fa si è trovata le stalle inagibili ma non si è abbattuta e ha proseguito l’attività riparando gli animali sotto le stalle d’emergenza. Storie di Marche che hanno tremato ma che resistono. Raccontate a Gianmarco Centinaio, ministro alle Politiche Agricole, ieri in visita nella nostra regione e subito pronto, a parole, poi si vedrà, a dare il suo contributo sui tavoli romani. A partire dal potenziamento della figura del Commissario per arrivare, come chiesto ad esempio da Coldiretti Marche, a «poteri straordinari per una situazione che non ha nulla di ordinario. Ad oggi il processo di ricostruzione non solo non è stato avviato, ma non è stato affrontato né politicamente né operativamente». 

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Centinaio, dopo le tre visite nelle tre province terremotate, lo ha detto chiaramente al tavolo tecnico che si è tenuto nel pomeriggio a Pieve Torina. «Parlerò subito con il premier Conte - ha detto perché un Commissario deve avere poteri straordinari altrimenti non serve a niente». A due anni dalle scosse, venerdì 26 l’anniversario, i dati regionali snocciolati dalla vicepresidente Anna Casini che ha accompagnato il ministro nel tour, parlano di 45.910 edifici inagibili, 765 domande di emergenza per stalle, fienili e moduli abitativi di emergenza per il settore zootecnico è quasi 15 milioni di euro erogati agli allevatori per gli animali morti nel crollo di stalle frustate dal terremoto o bastonate dalla successiva neve del gennaio 2017. Sul piatto dei fondi ci sono 160 milioni dedicati di Psr, donati dalle altre regioni, già spesi per giovani, biologico, viabilità rurale, strutture aziendali, aree montane. La Regione ha impegnato altri 20 milioni da qui al 2020 per aiuti diretti agli allevatori, promozione dei prodotti agricoli, investimenti per le imprese e risparmio idrico. «Voglio incontrare quanto prima - ha annunciato Centinaio - il Commissario insieme agli assessori regionali e ai ministri coinvolti (Ambinete, Infrastrutture e Rapporti con le Regioni, ndr) per dare le priorità. Un Testo unico che snellisca la burocrazia delle varie ordinanze è fondamentale». Parole sulle quali, almeno, sperare. «Ho vissuto la burocrazia in prima persona con il mio Ministero – ha raccontato – solo per spostare la "T" di Turismo da un Ministero all'altro (prima se ne occupava il Ministero dei Beni Culturali, ndr) abbiamo dovuto riscrivere quattro volte lo stesso documento per via degli uffici che correggevano loro stessi: non voglio far subire ai cittadini la stessa frustrazione».

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