Terremoto, al via i progetti di ricostruzione: per le casette occorrerà attendere fino ad ottobre

Qualcosa si muove ma negli hotel restano oltre 4mila persone. La Regione stima 60mila ristrutturazioni: ad oggi ne sono state presentate appena 92 e approvate 15

da sinistra: la vicepresidente Casini, il governatore Ceriscioli e Cesare Spuri, direttore Ufficio speciale per la Ricostruzione

Con tutti i limiti del caso, tra mille polemiche ma qualcosa, in Regione, sul tema ricostruzione post sisma, si muove. La Regione, dopo aver avviato nei mesi scorsi la campagna informativa sulla ricostruzione leggera, quella dedicata agli edifici lesionati che necessitano di interventi lievi, ha fatto altrettanto per la "pesante" che comprende case, negozi, attività distrutte o gravemente lesionate dalle scosse telluriche di fine 2016. Trafila burocratica molto simile: i proprietari e gli usufruttuari delle abitazioni di residenza o delle seconde case devono scegliere un professionista all'interno dell'elenco speciale del Commissario, scegliere un istituto di credito per l'erogazione del finanziamento e presentare domanda all'ufficio speciale. Questo entro il 31 dicembre. Previsti rimborsi del 100% per la prima casa, 50% per le seconde ma solo se al di fuori di un centro storico. Pratiche più veloci se i proprietari si aggregano (almeno tre edifici) e progettano un intervento unitario. In tutto si prevedono 60mila pratiche tra leggere e pesanti. Solo le prime potrebbero arrivare a 12mila ma ad oggi (la scadenza è il 31 luglio) ne sono pervenute appena 92. Di queste 8 sono già state approvate, 7 lo saranno entro la settimana. «Con questo passo il 90/95% della ricostruzione può essere avviato – annuncia il governatore regionale Luca Ceriscioli - e per quanto ci possano sembrare pochi, siamo la regione più avanti di tutti. È il sistema, in generale, che è andato più lento. Rispetto al 1997 abbiamo un numero di sfollati 10 volte superiore e, tra l'altro, il settore dell'edilizia allora non conosceva crisi».

La parola d'ordine è: «I soldi ci sono». Mantra pronunciato Ceriscioli, ripetuto dalla vicepresidente Anna Casini. E il ristorante di Pieve Torina che lamenta di non aver ricevuto 150mila euro per i pasti dei vigili del fuoco e rischia di chiudere perché non riesce a far fronte alle spese? «Sono già stati pagati tanti soldi – risponde il governatore - e tutte le fatture arrivate saranno pagate. Il problema è nato perché molte attività non avevano mai lavorato con il pubblico e si sono dovute adeguare». Il che significa quantità industriali di carta a partire dall'accreditamento al sistema per diventare fornitori delle pubbliche amministrazioni, passando per rendicontazioni e finendo con fatturazioni elettroniche. Secondo i dati forniti dalla Regione, a oggi, 17 maggio, 4143 persone sono ancora in 344 strutture alberghiere. Di queste, 337 hanno presentato rendicontazione per oltre 38 milioni ma sono 292 sono state pagate (25 milioni). Oltre alle 45 in attesa di liquidazione ne restano altre sette che non hanno ancora presentato la rendicontazione. O magari l'hanno fatta o, più verosimile, non l'hanno presentata nella maniera corretta e sono state chieste integrazioni documentali. Con l'andare del tempo molte famiglie hanno lasciato gli hotel per attingere ai Contributi Autonoma Sistemazione: sono 27.046 e la Regione ha saldato importi per quasi 41 milioni. Restano 9 milioni di somme residue da erogare. "Gli hotel servono per l'emergenza, la strada sono sistemazione alternative. Tant'è che nell'ultimo mese un migliaio di persone ha lasciato gli alberghi ed è cresciuto il numero delle persone in Cas" spiega ancora Ceriscioli.

Capitolo casette. Ne sono state richieste 2.502 e sono destinate a 5.444 abitanti. I Comuni, che avevano il compito di definire le aree e approvarei  layout hanno passato, per la maggior parte, la palla a Erap che ha il compito di realizzare le strutture. Al momento ne sono state consegnate 291 e altre 169 sono in fase di realizzazione. Il grosso arriverà tra fine luglio e fine ottobre. Bolognola, un'area di Camerino e San Ginesio non hanno ancora approvato i rispettivi layout. Parliamo di 85 casette per 310 persone. "L'obiettivo - ha sottolineato Ceriscioli - è di fare ritornare la gente nei propri territori in concomitanza con la riapertura delle scuole". Nel frattempo sono state portate via e smaltite 42mila tonnellate di macerie. Quante ne restano non è dato sapere. La conta è affidata ai Comuni. Che però hanno già il loro bel daffare. Nei giorni scorsi il sindaco di Ussita, indagato dalla Procura di Macerata per l'installazione di alcune case mobili in area protetta, si è dimesso affermando che "la ricostruzione così è impossibile". "Il suo è lo scoraggiamento di tanti marchigiani – ha commentato il governatore – ma questo non significa che ci si debba fermare. Le risorse ci sono e la macchina è in moto. Costruire in parchi e aree protette? A livello regionale stiamo cercando di semplificare al massimo la normativa. Dove non arriviamo noi e tocca al Parlamento e, in quel caso, chiederemo allo Stato". 
 

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