Terremotati, ultimatum al Governo: «Ci ascoltino o blocchiamo le strade»

Sit-in davanti al Parlamento, manifestazioni nel "cratere" del sisma del Centro Italia da Amatrice a Visso, Norcia e Rieti, bikers a passo d'uomo sulla Salaria: il primo aprile è il giorno scelto per la "ri-scossa" dei terremotati che accusano: "Noi lasciati soli

Visso dopo il terremoto

Sabato 1 aprile si terrà una nuova protesta dei terremotati del Centro Italia guidata dai comitati spontanei “Quelli che il Terremoto” e “La Terra Trema noi no” che scenderanno uniti in Piazza Montecitorio a Roma e in altri stalli lungo il cratere e sulla costa marchigiana dove sono ospitati gli sfollati per denunciare i ritardi, le lacune, l’assenza di una gestione puntuale ed efficace che negli ultimi 7 mesi ha aggravato la ferita invece di sanare lo squarcio aperto dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto dello scorso anno.

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"Ancora non sappiamo se l'aria che respiriamo è tossica, parlano di polveri di amianto nell'aria oltre i limiti di legge ma ancora non ci sono dati ufficiali dell'Arpa - protestano dai comitati - Noi lo vogliamo sapere, è un nostro diritto. Come tanti altri che sono stati disattesi. Entro una settimana vogliamo un tavolo con il Governo, il commissario Vasco Errani, i capigruppo di Camera e Senato e i responsabili delle istituzioni. Non possiamo più aspettare. Se non ci riceveranno scenderemo ancora una volta in piazza per farci ascoltare e questa volta bloccheremo le strade".

La protesta degli sfollati 

La situazione del Centro Italia si aggrava di giorno in giorno. A distanza di quasi 8 mesi dal primo sisma che ha tragicamente coinvolto il Centro Italia sono i cittadini a scendere in campo in prima persona per denunciare pubblicamente le inadeguatezze amministrative che stanno portando allo spopolamento del territorio.

Dai presidi nei centri più colpiti dal sisma, da Amatrice a Visso passando per Norcia e L’Aquila, i terremotati faranno sentire la loro voce in maniera pacifica ma determinata per esigere un cambio di passo nella gestione di questa ricostruzione - annunciano i comitati - Gli hastag per seguire in tempo reale sui social l’evolversi della iniziativa sono #insiemejelafammo e #laterratremanoino

All’alba di sabato partiranno dai paesi dell’entroterra e dalla costa dei pullman con i manifestanti che si ritroveranno alle 10 in piazza Montecitorio. Per chi volesse restare sul territorio i punti di protesta sono previsti a Torrita, Grisciano, Trisungo, Visso, Pieve Torina, Selvalagli di Gagliole, Tolentino, Porto Sant’Elpidio e L’Aquila.

Ci saranno anche le Brigate di solidarietà attiva, con presidi a Visso, Gagliole, Pieve Torina e Porto Sant’Elpidio.

Gli organizzatori hanno annunciato una manifestazione lungo la Salaria che sarà invasa da un fiume di bikers direzione Grisciano che percorreranno la strada statale principale via di accesso al "cratere" al limite minimo di velocità.

Chi vuole partecipare con qualsiasi mezzo a due/tre ruote si parte dalla autogrill di Settebagni sulla A1 primo Autogrill 500 mt dal raccordo per poi uscire subito dopo per riprendere la salaria altezza settebagni. Appuntamento il 1 Aprile alle ore 9.30

A Visso il punto di incontro sarà a Piazza Paolo dove confluiranno i residenti di Castel Sant'Angelo sul Nera e Ussita

A Pieve Torina il punto di incontro sarà al parcheggio Agip Maddalena: qui confluiranno anche i residenti di Muccia, Pieve Bovigliana e Camerino

A Tolentino il punto di incontro sarà a piazza della Libertà

A Selvalagli di Gagliole il punto di incontro sarà lungo la statale davanti pizzeria Nuovo Mondo. Qui confluiranno gli abitanti di Gagliole, Matelica, San Severino e Castelraimondo

A Porto Sant'Elpidio il punto di incontro sarà al parcheggio di via trieste di fronte HOLIDAY. Qui confluiranno tutti i terremotati della costa

A Torrita confluiranno gli abitanti di Amatrice, Cittareale, Posta-Borbona, Verrico, Castiglione.

A Trisungo confluiranno gli abitanti di San Benedetto del Tronto,  Ascoli Piceno, Acquasantaterme, Arquata del Tronto, Castelluccio, Cascia, Norcia, Spelonga, Pescara del Tronto, Montegallo, Montemonaco, Montefortino, Comunanza, Roccafluvione

Ulteriori stalli sono predisposti a Rieti e Grisciano

Una lettera di diffida è stata inviata alla Regione Marche e per conoscenza alla Prefettura di Macerata per chiedere di non spostare gli sfollati dalle strutture ricettive di Porto Recanati, Porto Potenza e Porto Sant’Elpidio. “Come comitato invitiamo tutti i Sindaci a partecipare alla manifestazione - scrivono dal comitato “La nostra terra trema, noi no”, che sta organizzando anche la grande manifestazione del primo aprile insieme al comitato di Amatrice - Noi abbiamo chiesto di darvi più potere ora è il momento di difendere i diritti di tutti i vostri concittadini.

A far scaldare gli animi il mancato approntamento delle "casette" Sae per gli sfollati: sotto accusa l'assessore regionale al turismo Moreno Pieroni. “Complimenti alla Regione che per l’ennesima volta ci fa trovare nei guai, prima per non aver provveduto in tempo a parlare con gli albergatori per far rispettare il contratto visto che le “Sae” era matematico che non sarebbero state pronte – scrive sul suo profilo Facebook Diego Camillozzi, sfollato di Muccia e componente del comitato – come se non bastasse, ora vorrebbero provare ad incolparci di eventuali ripercussioni sulla disponibilità delle altre strutture ricettive, le stesse che se fino ad oggi erano vuote e non avevano prenotazioni”

Solo nelle Marche sono 1800 gli sfollati che rischiano di non avere più un posto dove stare dal primo maggio.

"E' la terza manifestazione che siamo costretti a mettere in piedi per tentare di far aprire gli occhi alle istituzioni - dicono dal comitato - molti i politici che hanno accolto la nostra protesta che rimane, in ogni modo, apartitica. Tuttavia se la politica fino ad oggi ha fatto troppo poco e il nostro territorio sta vivendo un pericoloso quanto inarrestabile spopolamento delle aeree colpite dal sisma. Siamo pronti 

Il comitato chiede quindi alle istituzioni:

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  • di cancellare l'Imu fino a consegna delle case;
  • un cronoprogramma certo dello smaltimento delle macerie con un'accelerazione dei tempi anche con il ricorso a maggiori risorse e turni anche nei fine settimana
  • il sostegno immediato alle imprese con contributo mancato guadagno (60% fatturato) fino a ricostruzione avvenuta
  • l'accesso al microcredito per le imprese delle zone del cratere
  • la creazione di una zona franca fino a ricostruzione avvenuta
  • il raddoppio del contributo di autonoma sistemazione e il suo mantenimento sino a ricostruzione avvenuta
  • misure di sostegno al reddito per chi ha perso il lavoro
  • la possibilità per il cittadino di scegliere come utilizzare i fondi per Sae o casette per acquisto privato mantenendo le 1.075 euro a metro quadro
  • l'annullamento dei vincoli per le zone del cratere
  • la realizzazione di un cronoprogramma per la consegna delle casette, con il termine tassativo per il 31 maggio per le aree colpite dal terremoto del 24 agosto 2016, e 31 agosto per le aree colpite dalle successive scosse del 26 e 30 ottobre
  • il ripristino delle condizioni di lavoro per le imprese locali e la creazione canali preferenziali per la vendita o l’export
  • la definizione completa dei parametri della ricostruzione
  • la garanzia di copertura fondi per ricostruzione ed accessibilità immediata degli stessi
  • lo stanziamento immediato dei fondi necessari alla ricostruzione, ovvero almeno 5 miliardi per il 2017
  • il blocco immediato dello spostamento degli sfollati fino alla consegna delle casette
  • la convocazione immediata di Enel, Terna ,Telecom e Trenitalia per concordare investimenti e priorità su zone cratere
  • il ripristino dei centri operativi mobili vicino ogni quadrante del cratere.

Pertanto i comitati richiedono ai Parlamentari di presentare una Mozione per la Modifica della legge 299 2016 e del Decreto Legge 9 febbraio 2017 n 8 recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. 

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