Terremoto, gli ingegneri contro la legge regionale: «Errore delegare i Comuni»

«Che competenze hanno in materia sismica?» si chiede l'Ordine dei professionisti dorici. Il presidente Albero Romagnoli ribadisce le criticità del provvedimento

Il rinvio a giudizio pronunciato dal Tribunale dal Giudice dell’udienza preliminare di Rieti Pierfrancesco De Angelis per i cinque indagati nell'ambito dell'inchiesta sui crolli delle due palazzine ex Iacp-ex Ater di piazza Augusto Sagnotti ad Amatrice (Rieti), a causa dei quali, in seguito al sisma del 24 agosto 2016, morirono 18 persone e ne rimasero ferite 3, ripropone anche nelle Marche la questione competenze e qualifiche in materia sismica. L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona rilancia il proprio dissenso verso la legge sismica regionale che di fatto consegna tali funzioni alle amministrazioni comunali. «Un grave errore – aveva avvisato Alberto Romagnoli, Presidente dell’Ordine Dorico – poiché il provvedimento finisce per oberare i Comuni, già provati, di ulteriori responsabilità e svuota il Genio Civile di competenze comprovate”. Ora, dopo il pronunciamento del Gup reatino, la posizione degli ingegneri sembra trovare nuove sponde, chiamando in ballo appunto la necessità di competenze adeguate, “Non vorremmo che con la delega ai Comuni debbano rispondere ai Magistrati su materie fortemente specialistiche dell’ingegneria civile figure, normalmente responsabili dei procedimenti all’interno delle amministrazioni, prive di questo genere competenze, che malgrado impegno e sforzi, possono risultare inappropriate. Il rischio di incorrere in questi circoli viziosi oggi, alla luce della legge regionale, appare a nostro avviso particolarmente alto».

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«Il numero di autorizzazioni - spiega ancora Romagnoli - sarà presumibilmente elevato ed una materia tanto importante che incide sulla incolumità pubblica, sulla sicurezza del costruito, porta con sé un notevole carico di responsabilità anche da un punto di vista giuridico e penale, nonché la necessità di mettere a punto una struttura organizzativa a tempo pieno con tecnici di formazione e preparazione specifica di tipo sismico e strutturale». Le posizioni degli ingegneri, recentemente, hanno raccolto consenso anche presso l’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, che, conclude Romagnoli, «ha fatto proprio un documento sottoscritto dai Rup – Responsabile Unico del Procedimento –  e dai dirigenti dei Comuni della provincia di Ancona in cui vengono confermati gli indirizzi critici espressi dal nostro Ordine ribadendo la problematicità di affidare alle amministrazioni, già gravate da numerosi e complessi impegni, le questioni in materia sismica, con pesanti ripercussioni sia sull'attività edilizia sia su quella degli stessi Comuni».

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