Cronaca

Terremoto, costretta a smettere con il futsal: «Ma farò il possibile per continuare»

Sfollata da Visso a Porto Sant'Elpidio: ecco la storia di Alessandra Antonini, 26 anni giocatrice del Norcia: «Ora mi alleno a Civitanova. Il futuro? Per i giovani non c'è più niente»

Alessandra Antonini (la seconda da destra) con dirigenti e giocatori della Ternana

Alessandra Antolini è di Visso. Ha 26 anni, studia Scienze del Fitness all'Università di Camerino e ha una grande passione: il calcio a 5. Sport che pratica con il Città di Norcia, serie C umbra. Questo almeno era il quadro fino alle tremende scosse di terremoto che hanno sconquassato l'Appennino Umbro Marchigiano. Ora Alessandra è sfollata, insieme alla sua famiglia, al camping Holiday di Porto Sant'Elpidio. Il futuro legato a tutta una serie di "forse". L'università? Forse lezioni da seguire via internet. La permanenza sulla costa? Finché non arrivano le casette ma sicuramente non oltre aprile, dicono al camping. Il lavoro? La casa? Altri forse. «Le partite di campionato del Norcia sono state tutte rinviate a data da destinarsi. Dovrebbe riprendere a breve e si parla di Foligno per le partite in casa, visto che il palasport di Norcia dove ci allenavamo e giocavamo è rimasto sotto la frana ed è inagibile – racconta – per me sarebbero un centinaio di chilometri e farò il possibile per continuare a giocare». Una grande passione quella di Alessandra per il futsal. Che, prima del sisma, significava il tragitto Visso – Norcia (un'ora d'auto) tre volte la settimana per gli allenamenti. Più la partita di campionato. Una routine che a fine ottobre ha subito un brusco stop

«Il terremoto di agosto lo abbiamo sentito – racconta la giovane – ma a Visso non ha fatto danni. Il 26 ottobre invece eravamo in casa è stata tremenda. È andata via la luce, sono cadute suppellettili. Siamo usciti di corsa. Diluviava. Ci siamo riparati nella nostra roulotte. Quando papà è entrato in casa per recuperare qualcosa c'è stata la seconda scossa. Per uscire in fretta si è buttato dalla finestra del primo piano. La roulotte è caduta dai suoi blocchi. La casa ha retto. Nel senso che non è crollata perché antisismica ma la struttura è completamente compromessa. La faglia è visibile proprio nel nostro giardino, il terreno si è abbassato di 35 centimetri. Il terremoto del 30 ottobre invece lo abbiamo sentito da Porto Sant'Elpidio. Eravamo già sfollati quando c'è stato il colpo finale». 

Alessandra ora si allena con il Civitanova 1996. La Ternana, squadra che milita in A Elite, le ha fornito il materiale sportivo. Quello nella casa di Visso è andato perso. Anche perché il terremoto ha rotto le tubature e l'abitazione si è anche allagata. Il Civitanova, visto che a dicembre si riapre il mercato, le ha anche proposto di restare in prestito. «Non so cosa fare – aggiunge - perché non sappiamo quando resteremo qui. Sono grata al Civitanova come ringrazio la Ternana che mi è stata vicina e la grande generosità di tutti i volontari che ci stanno dando una mano». Tuttavia le incertezze legate al futuro sono tante. E non sono solo sportive. «Ho 26 anni e sto pensando di andare via da Visso – conclude rammaricata – il 98% delle case non è agibile (vedi il nostro video dalla zona rossa, ndr). Sono tanti i giovani che pensano di andare via. Non c'è più lavoro. Io ho dovuto anche rinunciare al servizio civile che avrei dovuto svolgere in Comune, visto che adesso sarebbe davvero dispendioso fare tutti i giorni la pendolare dalla costa».
 

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