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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Terremoto, gli ingegneri di Ancona: serve la “carta d’identità” degli edifici

Roberto Renzi, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona, dopo il grave terremoto in Emilia formula una proposta valida per i territori a rischio sismico: una "carta d'identità" degli edifici

“Al momento non ci sono richieste per interventi di supporto, salvo l’allertamento di tecnici delle pubbliche amministrazioni per eventuali squadre necessarie alle attività di verifica degli edifici, a fianco del sistema di Protezione civile, ma siamo in contatto con i colleghi dell’Emilia per ogni nostro possibile contributo”. Così il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona, Roberto Renzi dopo il grave terremoto che ha colpito in particolare il ferrarese.
Un territorio non caratterizzato da una storia sismica rilevante, almeno negli ultimi decenni, al quale, quindi, potrebbe essere prezioso il supporto di chi, come gli ingegneri anconetani, hanno purtroppo una certa esperienza sul campo.

Ma al di là della stretta contingenza Renzi rilancia la proposta forte che la categoria sta facendo in queste ore, guardando oltre l’emergenza di questi giorni: “E’ ormai impellente  la necessità di mettere a punto e sviluppare adeguatamente un’accurata e mirata attività di prevenzione, pianificata in ogni regione d’Italia. E questo riprendendo anche in mano la questione relativa al Fascicolo del fabbricato e all’esigenza che il patrimonio edilizio risponda sempre di più ai requisiti di stabilità”.
Dobbiamo rendere pienamente visibile e riconoscibile la qualità strutturale degli edifici, varando finalmente la Certificazione di fabbricato, vale a dire una sorta di carta d’identità delle strutture, in grado di stabilirne finalmente il grado effettivo di affidabilità e sicurezza, soprattutto  in tema di vulnerabilità sismica e che consentirebbe di  ragionare meglio in un'ottica, ormai strettamente necessaria, di priorità degli interventi”.

Dunque non si può andare avanti di emergenza in emergenza, ma è necessario mettere mano ad un’azione efficace e strategica che punti sulla prevenzione: “Non è più possibile affrontare la trattazione di questi problemi solo dopo disastri di questo genere.  Come periodicamente accertiamo il nostro personale stato di salute, dobbiamo conoscere lo stato di salute degli edifici dove viviamo o lavoriamo, o meglio avere consapevolezza delle effettive condizioni di sicurezza.

A chi oppone problemi economici - conclude Roberto Renzi - va fatto osservare che i costi relativi ad ogni tragico evento, come quello emiliano, sono molto più alti, innanzitutto in termine di vite umane, di qualunque intervento di messa in sicurezza del nostro patrimonio pubblico e privato”.
 

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