Cronaca

Terremoto, docenti sfollate trasferite fuori regione: la protesta dei sindacati

Ai problemi dell'organico che mettono in pericolo l'avvio dell'anno scolastico si aggiunge anche l'emergenza terremoto. I sindacati: «Nelle Marche situazione complessa e drammatica»

Lo stato di agitazione non dichiarato per via del terremoto ma la rabbia è tanta nel mondo della scuola marchigiana. Una regione, le Marche, appunto, penalizzata rispetto ad altre e dove il potenziamento dell'organico è più una pezza per cercare di arrivare a una situazione di normalità che, come vorrebbe la parola, un miglioramento dell'offerta formativa. «Una situazione che stiamo denunciando da tempo. Si sono trovati 112 docenti in più e arrivati all'organico di fatto dello scorso anno ricavandoli i posti dal potenziamento dell'offerta prevista dalla legge 107, quella sulla cosiddetta "Buona Scuola» denunciano le segretarie regionali di Flc-Cgil Manuela Carloni, Cisl-Scuola Anna Bartolini, Uil-Scuola Claudia Mazzucchelli e Snals-Confsal Paola Martano. 

Con la situazione attuale a rischio ci sono i corsi della scuola serale e 85 classi della primaria: i genitori avevano chiesto il tempo prolungato e invece non lo avranno. Carenze anche per quanto riguarda il personale ata. «Sono stati assegnati dalla Regione solo 42 posti in deroga all’organico di diritto, a fronte dei 173 assegnati lo scorso anno scolastico, con una sofferenza di 131 posti senza i quali molte istituzioni scolastiche rischiano di non riuscire a garantire neanche l’apertura e la chiusura di tutti i plessi scolastici». Una situazione definita «complessa e drammatica» dove non mancano le proteste anche per la gestione delle docenti nell'emergenza terremoto. 

I sindacati protestano contro la scelta del Miur di far comunque prendere servizio al Nord a una ventina di docenti delle Marche colpite dal sisma. «Hanno perso la casa e vivono in tenda con la famiglia - hanno spiegato le sindacaliste - ma nonostante abbiano chiesto l'assegnazione provvisoria nella loro regione per il ricongiungimento con i figli ancora piccoli, sono state spedite in Friuli e in Veneto. Alcune di loro sono partite indossando la tuta da ginnastica, perché nel crollo hanno perso tutto. Abbiamo sollecitato il Miur affinché evitasse a queste docenti un inutile strazio, in considerazione della riassegnazione provvisoria, ma non c'è stato nulla da fare. Inutile che la ministra Stefania Giannini faccia passerelle davanti ai media, se poi non prende decisioni concrete».  
 

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