Il Covo omaggia i popoli del sisma, il grano di Candia diventa la basilica di Norcia

Il modello sarà il protagonista della prossima festa del Covo e in autunno verrà esposto accanto alle macerie del duomo umbro

L'omaggio del Covo alla Croce GIalla

Il grano di Candia diventa una basilica, quella di San Benedetto da Norcia distrutta dal sisma dello scorso anno. Il modello realizzato in legno, ferro e, appunto, grano sarà il protagonista della Festa del Covo 2017. L’opera, realizzata da una ventina di cittadini, sarà trasportata in corteo domenica mattina alla chiesa di San Giuseppe e dopo la messa celebrata dal cardinale Edoardo Menichelli sarà esposta nella piazza centrale di Candia, a partire dalle 18. In autunno verrà portata Norcia e resterà in esposizione per un intero week end accanto alle macerie della basilica originale. Si tratta del ventiduesimo modellino realizzato in altrettanti anni dagli abitanti di Candia per ringraziare la provvidenza della fioritura del grano. La scelta della basilica di San Benedetto non è casuale: “Lo scorso anno proprio durante la festa del Covo c’è stato il terremoto e abbiamo scelto di costruire il modellino della basilica come ricorrenza a un anno dal sisma” ha spiegato uno degli organizzatori del Covo, Luigino Bronzini. Il modello ha richiesto sette mesi di lavoro e sarà tenuto nascosto fino a domenica prossima, quando inizierà la settimana dei festeggiamenti. Durante l’esposizione del modello in piazza sarà presente anche il Priore della basilica umbra, al quale verranno consegnati i circa 2000 euro della raccolta fondi organizzata un anno fa dagli stessi residenti di Candia, denaro che aiuterà nella costruzione di una piccola chiesa in legno. Il manufatto è lungo 3 metri, largo 2 metri e mezzo e alto 2 metri e 80 cm. Dopo i festeggiamenti resterà in esposizione permanente insieme a tre dei ventidue modellini realizzati dal 1995 ad oggi (le basiliche di Santa Maria della Sanità di Fermo, di Santa Maria Goretti a Corinaldo e di Santa Maria Assunta di Urbino). 

La storia del Covo 

Il Covo, come spiegato dallo stesso Bronzini, prende il nome dal Covone ovvero il fascio di grano che dal 1840 gli abitanti di Candia portavano in chiesa come ringraziamento per la raccolta. Con il passare degli anni quel semplice fasciame di grano è stato trasformato in modellini in scala di edifici religiosi. Il tradizionale appuntamento è stato sospeso per alcuni decenni nel secondo dopoguerra ed è ripreso nel 1995. 

L’omaggio alla Croce Gialla

Gli organizzatori della Festa del Covo hanno consegnato alla Croce Gialla di Ancona un quadro in legno e grano che rappresenta il logo della Onlus: “Si tratta di un ringraziamento a uno degli enti che più si sono prodigati di più per le popolazioni colpite dal terremoto” ha spiegato Bronzini. La targa accompagnerà il modellino della Basilica di San Benedetto fino alla chiesa di San Giuseppe, poi sarà conservato nella sede di via Ragusa. “La nostra aggregazione con il Covo nasce dall’opera che abbiamo prestato sul campo nei primi giorni dopo il sisma e dal loro modo di tenere aperta la finestra sulle popolazioni terremotate che sono sempre a rischio abbandono” ha concluso il presidente della Onlus, Alberto Caporalini. 
 

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