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Un vigile del Fuoco durante i controlli a Monte San Vito

Un vigile del Fuoco durante i controlli a Monte San Vito

Chiesa, comune e caserma off limits, centro storico bloccato: «Così non c'è futuro»

E' la situazione che vive il Comune di Monte San Vito, piccolo borgo a una ventina di chilometri da Ancona. Lì sono arrivati i primi problemi già col terremoto del 24agosto, aggravati dalle ultime scosse

Trentadue sfollati. Basilica inagibile e divieto di accesso in tre palazzi strategici: il Comune, la filiale di Banca delle Marche (unica in paese) e la caserma dei Carabinieri. E’ un centro storico bloccato quello di Monte San Vito, piccolo borgo a una ventina di chilometri dal capoluogo dorico. Una comunità di appena 7mila anime, dove la pace é smarrita dopo il terremoto del 24 agosto, quando la scossa delle 3:36 aveva provocato la morte di 50 persone ad Arquata del Tronto. Da quel giorno sarebbero emersi danni alla torre campanaria e alla Collegiata San Pietro Apostolo. Per questo il sindaco Sabrina Sartini, con un’ordinanza, aveva dichiarato il municipio e la chiesa, seppur agibili, non accessibili per motivi di sicurezza, vietando assembramenti pubblici sotto le mura del castello. Una scelta, quella dell’amministrazione, che aveva portato alla sospensione della Fiera della Birra e allo spostamento del mercato comunale in una zona più defilata rispetto il centro. Situazione aggravata dopo le scosse di ottobre. «Dal campanile alto 40 metri e dalla torre campanaria alta 35 metri sono piovuti pezzi di intonaco di una certa rilevanza» ha spiegato il sindaco. Ed ecco altre due ordinanze: quella del 27 ottobre con cui erano state chiuse le scuole, oggi riaperte e quella del 30 ottobre, con cui si vietava l’accesso da piazza della Repubblica 17 a via Congiu, oggi zona rossa. Da lì, divieto di accesso anche al Comune, alla banca e alla caserma, che restano agibili, ma inaccessibili per precauzione. Dunque il cuore pulsante di Monte San Vito è fermo e c’è preoccupazione per il futuro. Ma le decisioni dell’amministrazione non sono state condivise da tutti, soprattutto da quelle realtà commerciali che ritengono certi divieti eccessivi. A questo il sindaco Sartini ha risposto in una assemblea pubblica tenutasi giovedì sera.

«Ho preso queste decisioni non per fare dispetto a qualcuno o alla nostra festa della birra, ma per tutelare i miei cittadini. Preferisco fare queste scelte e tirarmi dietro gli insulti che prendere applausi e far rischiare la pelle a qualcuno» 

BASILICA INAGIBILE. Un incontro tenutosi al centro Carlo Urbani e voluto dall’amministrazione montesanvitese per fare il punto della situazione con la cittadinanza. Cosa è emerso? Dopo un sopralluogo a Monte San Vito, i vigili del Fuco di Ancona, coordinati dal tecnico geometra Massimo Carducci, hanno anche dichiarato inagibile la basilica. La preoccupazione maggiore era per il campanile. Secondo i pompieri dorici, non ci sono evidenze di dissesti gravi. La struttura è stabile e non ci sarebbero distacchi tra l’abside e il “corpo” della chiesa. Tuttavia la chiesa resta inagibile perché all'interno ci sono piccole lesioni ad elementi infrastrutturali (come tramezzi e capitelli) che rendono impossibile la fruizione della chiesa in occasione delle funzioni religiose. Dunque non è pensabile usarla perché c’è il reale pericolo che dalle strutture interne alla chiesa possano cadere mattoni, intonaco o stucco. «Tutto questo, per un comune piccolo come il nostro, significa bloccare il centro storico» ha detto il sindaco Sartini. Per Fernando Pierluca, ex consigliere comunale degli anni ’90 «è bene fare di tutto salvaguardare l’incolumità delle persone ma serve anche dare un segnale di speranza perché così non c’è fututro per il commercio locale».

SFOLLATI. E mentre il dibattito prosegue, a Monte San Vito ci sono ancora delle famiglie senza una casa. Alcune di loro dormono alla palestra comunale Salvatore Veltre. Non sanno quando potranno tornare a casa e sperano che si possa tornare al più presto ad una vita normale. Come Avina Gavotti, sfollata all’età di 78 anni: «Casa mia è agibile e io non ho paura, ma forse è meglio che resto qui».
 

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