Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Terremoto: un anno di emergenza, ritardi e polemiche nel Centro Italia

Ad un anno dall'inizio della sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso Today.it ripercorre insieme alle redazioni locali di Anconatoday e Perugiatoday i sentieri di un territorio piegato ma non vinto dal terremoto: in questi 12 mesi non abbiamo mai voluto spegnere i riflettori su una ricostruzione mai uscita dai dettami dell'emergenza

Settantaquattromila scosse. Tanti sono i terremoti che sono stati registrati dal 24 agosto 2016 dall'Ingv nell'area dell'Appennino centrale tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche dove avvenne il devastante terremoto che nel cuore della notte uccise 299 persone. Erano le 3.36 quando la terra si spacco 8 chilometri sotto il piccolo Comune di Accumoli. Una scossa di magnitudo 6.0 spazzò via Accumoli, Arquata ed Amatrice. Altre città seguirono, il 26 ottobre 2016 alle 19.11 un terremoto di 5.4 devastò Castelsantangelo sul Nera seguito da un ancora più intenso di magnitudo 5.9 alle 21.18 con epicentro nel comune di Ussita. Crolli e feriti, a Tolentino, un anziano è morto colpito da infarto.

Ma non era ancora finita: il 30 ottobre, alle 07:40 un violento terremoto di magnitudo 6.5 scosse l'Italia, tanto da essere percepito fino in Austria e sulle coste dei Balcani. A 10 chilometri di profondità, tra i paesi Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera una faglia del complesso sistema che cinge il Centro Italia aveva scatenato la più forte scossa di terremoto in Italia dal sisma dell'Irpinia del 1980. La scossa fu talmente violenta che sul Monte Vettore si aprì un'enorme spaccatura, segno evidente del movimento della faglia.

Oggi, duecento scosse al giorno, aftershock come dicono gli esperti dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono un monito per chi vive una terra bellissima ma pericolosa, che ancor oggi registra la più importante sequenza sismica registrata in Italia dal terremoto dell'Irpinia del 1980.

Ad un anno dall'inizio della sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso Today.it ripercorre insieme alle redazioni locali di Anconatoday e Perugiatoday i sentieri di un territorio piegato ma non vinto dal terremoto: in questi 12 mesi non abbiamo mai voluto spegnere i riflettori su una ricostruzione mai uscita dai dettami dell'emergenza.

Quando le scosse sembravano essere finite ecco il nuovo terribile sisma del 30 ottobre a Norcia. Dopo l'imprevedibile la nuova emergenza, ben più prevedibile: l'inverno, uno dei più freddi degli ultimi anni, ha portato nevicate su tutte le aree del cratere con disagi per i terremotati che non volendo allontanarsi dalle proprie case hanno trovato sistemazioni.

Oggi 140 Comuni sono alle prese con la ricostruzione: 200mila gli immobili lesionati o inagibili e solo nelle Marche, la Regione più colpita si contano ben 87 comuni danneggiati dal terremoto.

Nel frattempo chi ha potuto ha fatto con i propri soldi quello che i Comuni, le Regioni e lo Stato non hanno ancora portato a compimento. Ad allungare i tempi la scelta di non costruire new town ma di realizzare una ricostruzione diffusa, preservando la natura del territorio fatta di piccole frazioni. Intanto l'estate è passato e buona parte delle aziende produttive e commerciali non sono ancora state messe in condizioni di far ripartire la propria attività. Persa la stagione turistica in troppi ancora devono lottare.

Chi ha potuto con i propri fondi, che forse non saranno recuperabili, si è comprato una casetta, o un modulo per sé o per la propria attività. Le istituzioni continuano a promettere la realizzazione di strutture dove poter riaprire negozi, ristoranti e attività produttive.  Poco è stato fatto a Norcia, sul versante umbro del cratere, ancor meno lungo le pendici marchigiane. Qualcosa si muove invece ad Amatrice, luogo simbolo della tragedia del Centro Italia: qui dopo il supermercato Simply e l'Area Food, è stata aperta l'area Commerciale "Triangolo", sempre in località San Cipriano: un negozio di abbigliamento sportivo, una lavanderia, un'edicola, due agenzie di assicurazioni, un bar pasticceria, una fioreria e di un emporio di articoli da regalo ed elettrodomestici. I primi frutti di un investimento di 11 milioni di euro da parte della Regione Lazio.

In tutto sono 92 le imprese tra attività commerciali e di artigianato che hanno aderito alla proposta di delocalizzazione nelle aree provvisorie. Settantuno troveranno posto nelle due strutture commerciali provvisorie, 8 attività di ristorazione sono rilocate nell'area Food costruita grazie ai fondi della Regione Lazio con le donazioni raccolte da Rcs e La7 e inaugura lo scorso 29 luglio. Ci vorrà ancora tempo invece per le attività artigiane che troveranno a breve posto nell'area artigianale di Torrita, per la quale è partita la fase di progettazione.

Da parte della Germania è arrivato invece un cospicuo aiuto per la ricostruzione del nuovo ospedale "Francesco Grifoni", dopo che la vecchia struttura è stata distrutta dal sisma della scorsa estate. Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi sarà il 13 settembre prossimo a Berlino per incontrare la cancelliere Angela Merkel.

Tanto resta da fare per le Sae, le casette temporanee costruite per offrire una sistemazione agli abitanti per i prossimi 10 anni, in attesa della ricostruzione, quella vera: ma chi ci abita convive con uno scenario fatto ancora di macerie.

Le strade

Raggungere il cuore del Centro Italia non è facile: sono ancora tante le strade danneggiate dal sisma. A Castelluccio di Norcia si arriva solo da Norcia e solo durante il giorno: la strada provinciale devastata dal sisma del 30 ottobre è infatti aperta solo dalle 6 alle 22.

Ancora bloccato l'accesso da Visso: l'Anas ha aggiudicato quattro bandi di gara del valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, per i lavori necessari al ripristino della transitabilità sulla strada provinciale 209 "Valnerina", in prossimità del confine umbro-marchigiano, nel comune di Visso, in provincia di Macerata. Qui un'ampia frana di circa 60 mila metri cubi ha travolto l'infrastruttura e ha deviato il corso del fiume Nera, causando la formazione di un lago che ha sommerso la carreggiata. Il programma prevede un importo complessivo stimato in circa 474 milioni di euro.

Secondo un censimento della Regione Marche sono state liberata dalle macerie 44 di 52 Comuni del cratere per un totale di 120 mila tonnellate. A Camerino restano 250 tonnellate in vicoli secondari; a Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Ussita, Visso, Acquasanta Terme, Montegallo e Amandola è stata liberata la viabilità principale e restano da liberare alcuni tratti di viabilità secondaria. Caso a parte è Arquata del Tronto, dove in aree come Pescara, Tufo e Capodacqua sono ancora impraticabili.

La situazione più critica resta proprio nelle Marche: qui 27 comuni hanno fatto richiesta per avere le "casette sae" (soluzioni abitative di emergenza). Attualmente sono in corso 78 cantieri per 1722 casette. Per la sola prima fase di lavoro che permette l'urbanizzazione delle aree, molto spesso ubicate in zone montuose, il costo complessivo sfiora i 70 milioni di euro.

Fino ad oggi sono state consegnate 26 casette di Pescara del Tronto, mentre diversi sindaci hanno già provveduto all'assegnazione delle SAE per i Comuni di Amandola, Camporotondo di Fiastrone, Castelsant'Angelo (area Gualdo), Cessapalombo, Fiastra (area Fiegni e Polverina), Force, Gagliole, Gualdo, Monte Cavallo, Muccia (area Costafiore) Pieve Torina (quasi tutte le aree), Pioraco, San Ginesio, San Severino, Sarnano, Serrapetrona, Treia, Valfornace, per un totale di 612 casette.

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