Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Il terremoto ha distrutto la sua cuccia, Lilla non vuole abbandonare la chiesa di Caldarola

Uno dei risvolti di questo terremoto è anche la lotta per salvare gli animali, tra i quali c'è anche Lilla, che si è salvata per miracolo quando la parte dove era il suo box, dietro il castello Pallotta, è franata

Il cane Lilla a Caldarola - CREDIT ALESSANDRO MEZZANOTTE

Quando sono arrivati a controllare la parte posteriore del castello Pallotta, hanno notato come fosse franata sia la parte a monte che quella a valle del cortile antistante la chiesa di Santa Caterina (annessa al castello). In mezzo c’era il suo box recintato e lei era lì, terrorizzata con la coda fra le zampe. Si è salvata per miracolo Lilla, una dolcissima cagnetta di 7 anni. Prima che arrivasse la scossa di terremoto più forte, quella di magnitudo 6.5 della mattina del 30 ottobre, Lilla, che assomiglia tanto ad un pastore tedesco ma è in realtà un meticcio, era coccolata dalle suore di clausura del monastero delle Canonichesse Regolari Lateranensi. Poi, quando la terra ha tremato, le suore sono fuggite, mentre crollava parte della facciata della chiesa e franava una porzione della collinetta. Lilla non avrebbe avuto scampo, ma è andata bene e fino ad oggi ha vissuto lì, accucciata davanti alle macerie, senza mai abbandonare la chiesa di Caldarola. E’ diffidente con gli estranei, di fronte ai quali si alza e, sempre con quella coda fra le zampe posteriori e lo sguardo malinconico, fissa chi si avvicina cercando di spostarsi a lato. Quasi a cercare una via di fuga di fronte ad un altro pericolo. Basta chinarsi un po’ e tendere la mano verso il basso perché Lilla si avvicini e si faccia anche carezzare. Ne ha bisogno lei, che in un secondo ha perso la casa e le tante padrone che per anni l’hanno amata e curata. Perché uno dei risvolti di questo terremoto riguarda proprio gli animali e la lotta di associazioni come l'Oipa per salvarli dalla morte e dal randagismo. 

Le monache di clausura nel frattempo si sono divise. In parte sono tornate a Roma e in parte sono ospiti di una residenza privata. E ora che succederà a Lilla? «Stasera sarà trasferita in una dimora temporanea, un bellissimo posto di un privato che si è dimostrato disponibile a farsene carico» ci ha spiegato Valentino Lampa, abitante di Caldarola e amante della natura e degli animali. E’ proprio lui ad aver portato in questi giorni cibo e acqua per la cagnetta che, dal terremoto, non ha mai smesso di fare la guardia alla chiesa del monastero di Caldarola. «Anche io sono sfollato come Lilla perché dormo al Comune di Morrovalle - ha detto Valentino - Però me ne prendo cura volentieri grazie al grande impegno dei volontari dell’Oipa di Macerata, che stanno fornendo cibo non solo per Lilla ma anche per le colonie feline della provincia». E’ spaurita Lilla, traumatizzata dal terremoto e atterrita dalla solitudine di chi ha perso ogni punto di riferimento. Ma la sua chiesa no, quella, seppur gravemente lesionata, è rimasta in piedi. E allora Lilla, che comunque gode di ottime condizioni di salute, è rimasta attaccata al convento. Al suo territorio. Da stasera l’aspetta una nuova vita. 

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