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Senigallia: cerca di strangolare l’ex amante in strada, arrestato

Una relazione clandestina durata per tre anni e poi finita, solo per sfociare in un anno di violenze e persecuzioni. Ieri, in via delle Viole, il tentato omicidio, scongiurato grazie a un passante e ai carabinieri

Una relazione finita e un “amante” che non si rassegna, fino a perdere la testa e cercare di strangolare con le sue mani la donna che lo aveva lasciato: scongiurato grazie all’intervento dei carabinieri di Senigallia quello che avrebbe potuto diventare l’ennesimo infamante femminicidio riportato dalle cronache.
Una relazione extraconiugale durata tre anni: lui, B.M., un muratore pakistano di 55 anni, lei S. L., una colf ucraina di 47. La storia si era quindi interrotta circa un anno fa, ma il muratore non si era mai rassegnato e aveva continuato a cercarla e a tormentarla con continue violenze e minacce di morte. Lei aveva taciuto, sia per il timore di ritorsioni che per la paura che la relazione clandestina diventasse di pubblico dominio.

I FATTI. Quando ieri sera la donna era uscita dalla casa in cui lavora, in via delle Viole, ha scoperto che qualcuno aveva messo un lucchetto alla sua bici. È bastato poco per capire che dietro quel gesto c’era sicuramente il suo ex amante: in preda a una comprensibile preoccupazione la collaboratrice domestica ha affrettato il passo, cercando di raggiungere casa sua a piedi, percorrendo vie diverse dal solito.  

L’AGGRESSIONE. Purtroppo le precauzioni adottate si sono rivelate insufficienti: l’uomo le è balzato addosso alle spalle e ha cominciato ad aggredirla con calci e pugni. I tentativi di difesa della donna hanno sortito il solo effetto di provocare ancora di più la furia dell’aggressore, che non ha esitato a prendere la tracolla della borsa della sua ex e serrargliela attorno alla gola, per cercare di strangolarla.
Il provvidenziale passaggio di un testimone che ha subito chiamato i carabinieri – udendo le grida soffocate e pensando si trattasse di un’aggressione a scopo di rapina – è stato provvidenziale: la resistenza della vittima era ormai al limite del cedimento quando i militari si sono gettati addosso al muratore - che posto resistenza - e hanno posto fine al tentato omicidio.

L’ARRESTO. I carabinieri hanno portato entrambi in caserma dove per mezzo dei racconti della donna sono riusciti a ricostruire i fatti. L’uomo prima si è chiuso in un ermetico mutismo, e poi ha cercato di minimizzare l’accaduto.
Il dr. Marco Pucilli, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona ha disposto al termine delle operazioni di rito, la traduzione del detenuto presso la Casa Circondariale di Montacuto, con l’accusa di tentato omicidio e resistenza a Pubblico Ufficiale.

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