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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca Fabriano

Moglie e figlio messi in salvo in una casa protetta, marito telefona 40 volte al 112: «Ditemi dove sono»

L’uomo ha una denuncia per maltrattamenti e per questo è stato disposto un allontanamento dei familiari dall’abitazione coniugale. Condannato per interruzione di pubblico servizio

FABRIANO - «Dove sono? Come stanno?». Non si rassegnava all’allontanamento da casa di moglie e figlio, finiti in una struttura protetta dopo una denuncia per maltrattamenti in famiglia, così per avere notizie ha iniziato a tampinare il numero del 112. In un giorno è arrivato a telefonare anche 40 volte. Con l’accusa di interruzione di pubblico servizio il tribunale di Ancona ieri ha condannato un tunisino di 42 anni a sei mesi di reclusione. Ad infliggere la pena è stato il giudice Pietro Renna. L’imputato era difeso dall’avvocato Fabrizio Del Gobbo. Sapere dove fossero moglie e figlio era diventata una ossessione per il 42enne che ha messo a dura prova gli operatori ostacolando il normale servizio a cui è rivolto il numero unico delle emergenze perché occupava ingiustamente la linea telefonica. 

Due le giornate in cui si è attaccato al telefono, una il 30 e l’altra il 31 luglio del 2021. La moglie e il figlio erano al sicuro in una casa di accoglienza. C'era stata infatti una denuncia per maltrattamenti da parte del tunisino e lui non doveva contattare in nessun modo la donna e il bambino per decisione del tribunale. Per sapere come stavano però aveva pensato di chiamare il 112 turbando così la regolarità di un servizio di emergenza. Era convinto anche che c'era un uomo che gli impediva di uscire di casa e che stazionava davanti alla sua porta ma questa persona, fatte le verifiche, non è mai stata rintracciata. Prima della sentenza ieri è stato sentito un carabiniere che ha riferito sulle telefonate ripetute.

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