Scienza: studenti Univpm primi italiani alla First Robotics Competition

Sono studenti universitari della Politecnica delle Marche, sono ingengeri, economisti, giuristi. Saranno i primi italiani in assoluto a partecipare all'evento mondiale del First Robotic Competitions

Sono un gruppo di giovani studenti universitari dell’Università Politecnica delle Marche, provengono dal mondo dell’ingegneria, dell’economia, dell’informatica e telecomunicazioni e della giurisprudenza. Questi ragazzi hanno fondato un’associazione culturale, il Team Leonardo, il cui obiettivo è progettare robot per partecipare al “First Robot Competitions”. Stamattina, presso l’aula Azzurra della facoltà di Ingegneria di Ancona, è stato presentato il progetto. Hanno relazionato Matteo Santini, Riccardo Eusepi (ingegnere meccanico), Luca Cavanini (responsabile della parte informatica ed elettronica), Paolo Rinaldesi (ingegnere e promoter del Team Leonardo), Giorgio Rinaldesi. Presenti inoltre la dott.ssa Joanne Talmage (direttrice del team americano Nasa Knights della Virginia) e Mohaned Medhat (Project leader del team olandese dell’università di Eindhoven).

La First Robotic Competition è una competizione internazionale di robotica organizzata da First (For Inspiration and Recognition of Science and technology) sostenuta da aziende di caratura mondiale come la NASA, Microsoft, National Instrument, Autodesk, Intel e molte altre che hanno deciso di investire nei nuovi talenti che nei prossimi anni potrebbero contribuire in maniera rilevante al progresso tecnologico. Ci sono vari tipi di giochi nella FRC e ogni anno si svolgono delle fasi regionali, nazionali e poi mondiali dove i robot devono avere delle caratteristiche ben specifiche: l’anno scorso dovevano essere capaci di giocare a football, quest’anno a basket.

In particolare Paolo Rinaldesi, appena tornato dall’esperienza dell’Erasmus, ha spiegato come lui abbia avuto all’estero la possibilità di conoscere questa realtà, sia negli Stati Uniti che in Olanda, e di come abbia deciso di formare un team italiano che possa competere  all’interno di questi giochi. L’idea è anche quella di coinvolgere e stimolare la realtà delle scuole superiori, avvicinando i giovanissimi al mondo dell’ingegneria e della tecnologia. Non è certo un progetto da poco visto che, proprio Rinaldesi ha precisato come l’Italia sia un po’ indietro con gli investimenti in questo campo e come invece siano all’avanguardia paesi come Usa, Olanda, Cina, Taiwan e Giappone. La cosa più rilevante è che il Leonardo è il primo team in assoluto che parteciperà alla FRC: ogni anno circa 250.000 partecipanti, 19.000 squadre, più di 50 paesi coinvolti da tutto il mondo.

Ha poi parlato Roberto Foddis (consulente presso National Instrument Itali e professore presso l’Università di Bologna): ha presentato l’importanza della ricerca e sviluppo di aziende quali la National Instrument e ha specificato che il suo gruppo è più che disponibile a sostenere il progetto del Team Leonardo, sia attraverso supporto tecnologico sia attraverso il proprio know how.

Come ha spiegato Luca Cavanini, giovane studente del gruppo, da una parte c’è la difficoltà di un progetto ambizioso ma dall’altra ci sono le possibilità date dal “buco” che c’è in Italia in questo settore ed è per questo che i ragazzi del Team Leonardo non mettono semplicemente passione in ciò che fanno, non solo ambiscono a ricercare opportunità lavorative nell’ambito dell’alta ingegneria e della robotica, ma vogliono far parte di una possibile rivoluzione nel rapporto tra uomo e macchine nel mondo.
 

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