Cronaca Passetto

Passetto: le tartarughe Benedetta e Alessandra tornano libere nell'Adriatico

Due splendidi esemplari di tartaruga marina (Caretta caretta) hanno riacquistato la libertà del mare aperto fra l'interesse e la curiosità di numerosissimi bagnanti. L'iniziativa si è svolta nell'ambito del Festival Adriatico Mediterraneo

La tartaruga "Benedetta"

Due splendidi esemplari di tartaruga marina (Caretta caretta) questa mattina attorno a mezzogiorno hanno riacquistato la libertà del mare aperto sulle coste del Passetto, ad Ancona, fra l’interesse e la curiosità di numerosissimi bagnanti.
La più grande, Benedetta, 57 cm di lunghezza del carapace nel punto più ampio, è stata pescata nelle reti a strascico a Bellaria, a giugno, mentre la minore, Alessandra, 19 cm di guscio, è stata trovata in spiaggia a Riccione in condizioni di estrema sofferenza.
Entrambi gli animali sono stati rimessi in forze dalla perizia e dalle cure dei centri di soccorso della Fondazione Cetacea, il cui Ospedale delle Tartarughe marine, a Riccione (uno dei più importanti ed attivi della nazione e per l’Adriatico), è la struttura di riferimento della Rete Regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine che interessa le Marche e l’Emilia Romagna.

Tartarughe (2)-2La liberazione dei due esemplari si è svolta nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Regione Marche in occasione del 7° Festival Adriatico - Mediterraneo in corso ad Ancona, per riflettere sul significato che il mare e la biodiversità che lo caratterizza assumono nel contesto delle attività umane.
Oltre alla dottoressa Valeria Angelini e ai volontari della Fondazione Cetacea, ai rappresentanti della Capitaneria di Porto, del Parco del Conero e della Regione Marche, in rappresentanza del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli era presente il Presidente del Consiglio Comunale Marcello Milani.

“Il gesto di oggi non vuole essere semplicemente simbolico, ma rappresentare la politica di difesa dell’ambiente che vuole essere propria di questa amministrazione” ha dichiarato Milani. “Come fu per l'Ente Parco del Conero, che ha saputo dimostrare il suo valore aggiunto, anche per tutti i proprietari di terreni e attività che insistono su quel territorio che hanno sviluppato l'agricoltura, il turismo e la loro stessa impresa, oggi dobbiamo fare la stessa cosa con l'area protetta del Parco Marino o come decideremo insieme di chiamarla, in sinergia con tutti gli operatori e gli attori del territorio, dai pescatori agli operatori economici lungo la costa, passando per le associazioni di categoria e del turismo. La biodiversità dell’ambiente marino è una fonte di ricchezza e se tuteliamo il mare ci restituirà molto di più di quanto gli diamo”.

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