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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Senigallia

Tamponi "troppo" rapidi per fare cassa: denunciati due farmacisti

Pur di aumentare i clienti e quindi gli incassi facevano tamponi antigenici rapidi in 3 minuti. Quando ne servirebbero almeno 15 per avere una risposta attendibile. Le indagini della guardia di finanza hanno accertato le irregolarità all'interno di una farmacia

Tamponi rapidi eseguiti in modo irregolare e con risultati poco attendibili per aumentare il numero di clienti. Denunciati dalla guardia di finanza due titolari di una farmacia di Senigallia, un uomo di 32 anni e un 48enne. Avevano escogitato un modo per fare più tamponi rapidi antigenici massimizzando così la clientela e aumentando le entrate (VIDEO). I test venivano eseguiti in tre minuti fornendo anche la relativa risposta al cliente, mentre il tempo d’esecuzione per quel tipo di test sarebbe dovuto essere di almeno 15 minuti. In questo modo si riusciva a fare un numero di test a pagamento di molto superiore alle effettive capacità. Questo, però, avveniva a discapito della genuinità dei risultati dei tamponi che in quel modo non erano in grado di poter certificare con certezza la negatività o meno al Covid-19. 

Così gli investigatori hanno iniziato le loro indagini osservando da lontano l'attività della farmacia. Oltre alle irregolarità dei tamponi, questi ultimi non venivano effettuati, come previsto, in aree dedicate della farmacia, ma da personale che era all’aperto sulla via. Incrociando poi i dati dei tamponi con quelli del sistema del Ministero della Salute, sono state riscontrate molte incongruenze fra i dati inseriti a sistema e quelli invece rilevati dai militari durante le indagini con riferimento agli orari e i tempi della effettiva sottoposizione dei pazienti al test. Nei casi esaminati i prelievi del campione biologico venivano registrati a sistema indicando un orario antecedente a quello effettivo di esecuzione, così da non risultare eccessivamente a ridosso dell’orario di rilascio del relativo Green pass, riuscendo quindi a rispettare, almeno sulla carta, le tempistiche previste dalla normativa per il regolare esame dei tamponi. 

Alla luce dei fatti per i due titolari della farmacia senigalliese è scattata la denuncia per falso ideologico in certificati commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e inadempimento di contratti di pubbliche forniture, oltre che per indebita percezione di contributi a carico dello Stato. Infatti, per i tamponi eseguiti ai ragazzi in una età compresa fra i 12 e 18 anni è previsto un prezzo ridotto di 8 euro, rispetto ai 15 euro per le persone adulte, con il rimborso della differenza di prezzo a carico del bilancio pubblico.

Il pubblico ministero titolare delle indagini ha quindi emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, con il quale è stata interdetta l’attività di somministrazione dei tamponi e l’accesso alla relativa piattaforma nazionale di registrazione, sequestro che è stato successivamente convalidato dal gip del tribunale di Ancona. 

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