Cronaca

Tagli ai pompieri del porto: «Impreparati di fronte un'altra Norman Atlantic»

«E' una vergogna abbiamo interessato dei politici, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta o addirrrittura non siamo stati ricevuti» ha detto il segretario della Cisal Marche Fernando Pignatiello

L'imbarcazione 1175 - Foto di repertorio

Una circolare ministeriale, la 9 EM/2015, taglia personale e mezzi dei Vigili del Fuoco del distaccamento porto e i sindacati lanciano l’allarme. «Così vengono meno le capacità operative che servono per garantire il soccorso - ha spiegato il segretario Marche della Cisal Fernando Pignatiello - Nessuno se lo ricorda ma per poche miglia noi non siamo stati interessati dal disastro della Norman Atlantic che, se avvenisse oggi nelle nostre acque, ci troverebbe assolutamente impreparati e ci dovremmo imbarcare sui rimorchiatori dell’Autorità Marittima per operare». 

Il problema è una circolare ministeriale che riceve un decreto legge in materia di "riordino" del corpo dei Vigili del Fuoco a livello nazionale. Le conseguenze per i pompieri del porto di Ancona? Si è passati da 29 a 24 uomini attraverso il mancato rimpiazzo dei pensionamenti. Ma soprattutto da Ancona sarà trasferita la nave 1175: una motonave pompa del 2002 di 30 metri di lunghezza capace di operare in ogni mare e in ogni condizione atmosferica. Andrà a Trieste. E cosa arriva? Un’imbarcazione più piccola, con una minor capacità di portata d’acqua e che può arriva fino a poche miglia marine. Insomma, i vigili del fuoco di Ancona del distaccamento navale non avranno può la forza di prima. E in tutto questo la politica resta in silenzio. Incomprensibile. Considerando che si sta parlando di un porto che vigila sulla sicurezza di luoghi come Fincantieri, 13 piattaforme per l'estrazione del metano, la raffineria Api  e dopo le tante conferme politiche ed istituzionali del porto di Ancona come di un "porto di rilevanza nazionale e strtegico a livello militare".

«E' una vergogna abbiamo interessato dei politici, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta o addirrrittura non siamo stati ricevuti - ha ribadito Pignatiello - Non abbiamo più l’operatività di prima per cui se succede qualcosa, noi dovremmo intervenire con unità navali messe a disposizione dalla Guardia costiera, rinunciando alla nostra massima operatività in quanto questi mezzi navali non hanno caratteristiche di armamento ed attrezzature come quelli appositamente costruite ed imbatcate sulle nostre. Se va a fuoco una piattaforma petrolifera ad esempio, con la barca non ci riusciremmo a muovere con la stessa agilità di prima. Sono scelte operative sbagliate. Questo è un problema che conosce sia il Ministero che la politica, ma nessuno fa niente. Chiediamo che le piante organiche vengano ripristinate e che le motonavi restino nei posti strategici, quale Ancona è perché il nostro è un porto di prima categoria. In barba alla legge, con questa circolare ci declassano alla sezione navale di uno dei porti più piccoli d’Italia. E se teniamo conto che abbiamo a mala pena il gasolio per mandare avanti le barche, siamo alla follia». 

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