Falconara, "sversamenti in mare illegali": presentato un esposto alla Procura

Martedì 1 Settembre Bruno Frapiccini (M5S), accompagnato dall'avvocato Annavittoria Banzi, ha presentato un esposto direttamente alla reggente Procuratore Capo Irene Bilotta, che ha dimostrato la sua disponibilità ad approfondire la questione

Annavittoria Banzi - Bruno Frapiccini

Nove sversamenti delle acque fognarie (miste) nel mare di Falconara, dal 7 Maggio al 20 Agosto 2015. E scatta l’esposto alla Procura. Per il Movimento 5 Stelle locale è impensabile che, in condizioni climatiche normali come quelle appena trascorse, tutte le acque delle fogne non siano state trattate, ma scaricate in mare attraverso l’apertura degli scolmatori; cosa che, in teoria, sarebbe consentita solo di fronte ad un imponente afflusso di acque a seguito di particolari condizioni di maltempo. Dunque come è possibile che la società Multiservizi abbia avuto necessità di aprire gli scarichi 9 volte in 3 torridi mesi? Una domanda a cui si chiede risposta anche alla magistratura anconetana, innvitata ad indagare. Infatti martedì mattina (1 Settembre) Bruno Frapiccini (M5S), accompagnato dall’avvocato Annavittoria Banzi, ha presentato un esposto direttamente alla reggente Procuratore Capo di Ancona Irene Bilotta, la quale ha dimostrato la sua disponibilità ad approfondire la questione con indagini mirate.

Nel frattempo però i grillini ipotizzano danni alla salute dei cittadini, all’ambiente marino e all’immagine di Falconara. «Qualunque azienda che sversi solo la metà di quanto è stato sversato nel mare di Falconara quest’anno, il giorno dopo viene fatta chiudere - tuona Bruno Frapiccini fuori dal tribunale - Non si capisce perché ancora una volta i cittadini debbano pagare fior di tasse, mentre le strutture messe in piedi da questa politica non pagano mai». Dunque dito puntato contro sindaco e giunta falconarese, accusata di aver messo al secondo posto la salute dei cittadini rispetto agli interessi economici. Ma soprattutto contro la società Multiservizi: «A nostro avviso questi scolamntori non hanno funzionato nei momenti in cui dovevano - ha spiegato l’avvocato Banzi - In assenza di piogge o di fronte a piogge leggere, gli scolmatori non si devono aprire, per cui ci sono i presupposti per dei profili di reato».

E’ dunque possibile che nelle prossime ore possa anche essere aperto un fascicolo di inchiesta da parte di un pm. Se così fosse, gli sversamenti diverrebbero ufficialmente un caso giudiziario. Intanto nell’atto depositato alla cancelleria “si ipotizza che gli sversamenti dei liquami in mare siano da considerarsi illegali e ingiustificati. Essi hanno provocato e continuano a provocare numerosi danni…Per cui si chiede alla Procura di accertare la verità e valutare se nei fatti, atti e comportamenti noti e in quelli che eventualmente emergeranno nelle indagini siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti e violazioni amministrative o sanitarie”. Il motivi dell'esposto? La salute, perché “a causa dei gravi ritardi e della scarsissima pubblicizzazione dei divieti emessi, sono stati numerosi i cittadini entrati in acqua, lamentando poi patologie legate a determinati batteri. L’inquinamento ambientale, con la conseguenza che la stagione attuale è stata danneggiata e che la prossima possa essere gravemente pregiudicata a seguito dell’inquinamento che si ripresenterà dopo le piogge invernali. Infine il danno di immagine alla città di Falconara Marittima che “da questa vicenda ne esce come una città ormai inquinata”. 

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