Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Superbollette e personale in calo, Andreatini di Clarice: «Un uno-due micidiale». Ecco la settimana corta della ristorazione

Era in aria da settimane. Il problema del caro energia ha letteralmente piegato le ginocchia alla ristorazione. Alcuni titolari hanno iniziato ad aumentare i giorni di chiusura per risparmiare

ANCONA - Al lunedì di chiusura si finisce per attaccarci il martedì. E magari anche la domenica sera, che di solito c’è poco giro. Ma c’è addirittura chi fa la scelta drastica di aprire solo il sabato (pranzo e cena) e la domenica unicamente a pranzo. E’ il caso della trattoria Sardella, in via Trave lungo la strada del Conero. «Siamo in un punto che non è tanto di passaggio - spiega il titolare Carlo Carloni - percui se il venerdì a mezzogiorno non ho un numero di prenotazioni per la cena tale da giustificare l’apertura a pieno regime, preferisco tenere chiuso». Come, appunto, successo venerdì scorso e quello precedente. Cosa che un tempo non sarebbe mai accaduta. «Una volta stavamo aperti il venerdì anche per due o tre tavoli, giusto per dare un servizio - continua Carloni -, ma adesso non conviene più. Tra i consumi energetici, il personale, se non abbiamo almeno una quindicina di prenotati non ha senso tenere aperto». 

La settimana corta

Anche nel resto della città molti ristoratori stanno attuando la stessa strategia. In centro è Giordano Andreatini della Trattoria Clarice ad aver dato il via al nuovo trend: «Noi già facevamo la domenica e il lunedì di chiusura - dice il ristoratore - adesso ci abbiamo attaccato il martedì a pranzo. Non riusciamo a fare fronte alla situazione. Le bollette ci stanno massacrando». Fuori dal centro è, invece, Thomas Polenta del ristorante Il Baffo a fare le stesse valutazioni: «vediamo nelle prossime due settimane quale sarà l’affluenza - racconta il ristoratore - poi faremo le eventuali scelte. Purtroppo non c’è più una linearità, a volte il servizio va molto bene anche durante l’infrasettimanale. Altri giorni si percepisce un calo. Ci siamo dati un tempo limite per fare i dovuti ragionamenti e poi ci regoleremo di conseguenza».

Il problema del personale

L’altro nodo che sta affiorando è la difficoltà a reperire personale «che insieme al problema delle bollette ha assestato al settore un uno-due micidiale - incalza Andreatini -. Chi ha fatto la stagione estiva adesso percepisce la disoccupazione, e c’è sempre meno disponibilità». Una criticità emersa già durante l’estate, quando il settore faticava non poco a trovare personale qualificato. «I ragazzi non vogliono più lavorare il weekend - continua il titolare della trattoria Clarice -. Preferiscono andare in fabbrica piuttosto che avere il sabato e la domenica impegnati». Dunque il settore della somministrazione si trova a dover fare i conti con una congiuntura del tutto sfavorevole. E la prima soluzione, più semplice da adottare, ma anche la più drastica, è quella di rinunciare a qualche turno. Col rischio di lasciare la città sguarnita e senza un servizio ai clienti.

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