Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Carabiniere si toglie la vita con la pistola di servizio: aveva 55 anni

Il militare di 55 anni si è sparato al petto con la pistola d'ordinanza. Il cadavere è stato trovato dai suoi stessi colleghi questa mattina di fronte alla caserma

Tragedia a Collemarino. Un carabiniere di 55 anni è stato ritrovato senza vita all'interno della propria auto questa mattina. Si è sparato un colpo al petto con la pistola di servizio. Non ha lasciato alcun biglietto di addio e non ci sarebbero state avvisaglie di malesseri che lasciavano presagire l'estremo gesto del militare. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo avrebbe salutato la moglie ieri sera per uscire di casa intorno alle 22. Poi ha raggiunto il quariere di Collemarino e, dopo aver parcheggiato davanti alla caserma dove prestava servizio, si è tolto la vita. La moglie, non vedendolo tornare a casa, ha lanciato l'allarme. Verso le 2 del mattino il cadavere del 55enne è stato rinvenuto dai suoi stessi colleghi.

«E' un giorno tragico e struggente - si legge in una nota a firma di Paolo Petracca, segretario generale Unarma - quello in cui dobbiamo dire addio ad un amico, ancor di più se a portarcelo via sono fardelli che pesano silenziosamente sull’anima, fino a schiacciare sotto il loro peso quell’anelito di vita che ci spinge ad andare avanti, sia pur fra mille difficoltà, in questo nostro lavoro delicato e difficile. E oggi viviamo attoniti un altro dramma, un altro ancora, mentre ci lascia l’ennesimo collega che non ce l’ha fatta. Il pensiero corre subito alla sua famiglia, cui ci stringiamo solidali e commossi, e a questa nostra grande famiglia dell’intero Comparto sicurezza e difesa, che in un’interminabile ecatombe silenziosa perde uno dopo l’altro tanti suoi figli».

Petracca esprime tutto il cordoglio dell’Arma dei Carabinieri per il gesto del militare in servizio da trent'anni. «In questi momenti di lutto cercare di capire è necessario, ma purtroppo drammaticamente tardivo – aggiunge il rappresentante di Unarma – il dolore è immenso, i dubbi lacerano, il senso di impotenza atterrisce. Specie di fronte a un fenomeno che fra le Forze armate e di polizia esprime numeri agghiaccianti, con ben 258 suicidi in 5 anni. Ma sentirsi impotenti equivale a una resa: intervenire invece si può e si deve, sviscerando e snidando pericoli più subdoli che mai perché ancora molti si accostano a questa tematica con sospetto, sfiducia, eccesso di pudore. Noi, di fronte a tutto ciò non possiamo che rilanciare forte il nostro appello, perché ogni azione di prevenzione e cura sia messa in campo, senza che nulla resti intentato».

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