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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca

Stupro di gruppo, l'insegnante e il muratore non parlano: chi sono le presunte belve

Si è tenuto questa mattina l'interrogatorio di garanzia. I due uomini accusati della violenza di gruppo ai danni di una 35enne si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Non parlano i due uomini arrestati dagli agenti della squadra Mobile con l’accusa di aver violentato una commessa 35enne anconetana in un appartamento. Osvaldo Iannuzzi, 44enne napoletano, insegnante di sostegno dell’Istituto superiore Laeng Meucci di Castelfidardo e Giuseppe Padalino, muratore di 52 anni d’origine piemontese, entrambi residenti a Porto Recanati, questa mattina sono stati sottoposti agli interrogatori di garanzia in carcere. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e, attraverso i loro legali Luca Froldi, Giuseppe Lupi e Maurizio Ballarini, hanno richiesto al giudice l’applicazione della misura più lieve degli arresti domiciliari. Per ora, in attesa della decisone del gip Claudio Bonifazi (che si è riservato in attesa del parere del pm), i due uomini dovranno restare in carcere a Montacuto.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Ancona diretti dal capo Carlo Pinto e di Macerata, guidati dal capo Matteo Luconi, hanno condotto le delicate indagini per mesi e hanno raccolto elementi sufficienti che hanno fatto scattare gli arresti. Ieri, attraverso i loro difensori, i due indagati avevano assicurato di «non aver mai fatto nulla di simile e hanno negato nella maniera più assoluta le accuse». Resta da chiarire, inoltre, chi sia la terza persona che avrebbe partecipato alla violenza quella sera di aprile.

Stando al racconto della vittima agli inquirenti, quella sera, con la scusa di andare a prendere il vino, i tre uomini l’avrebbero condotta a casa dell'insegnante. Poi in due l’avrebbero immobilizzata sul letto stando in piedi e stringendole le braccia e il terzo l’avrebbe poi stuprata. Finite le brutalità, come se nulla fosse, l’avrebbero fatta rivestire per trascinarla di nuovo al party. Rientrata nel capoluogo dorico la vittima si è precipitata a Torrette e da lì il trasferimento al Salesi per il referto. I lividi e i segni evidenti di violenza non avrebbero lasciato dubbi. Così la donna ha denunciato i fatti alla polizia che sono riusciti ad individuare due dei tre presunti stupratori.

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