Per 10 anni ha stuprato la figlia prima di portarla a scuola, a giudizio papà orco

L'avrebbe violentata per anni con cadenza quasi giornaliera. Il presunto papà orco avrebbe anche colpito la figlia, più volte, con calci alla pancia, per scongiurare l'ipotesi che lei potesse restare incinta

Avrebbe violentato la figlia, a giorni alterni, per 10 anni, fino a quando lei, una volta maturata la maggiore età, non è fuggita di casa. Ha raccontato quegli anni di schiavitù sessuale ad una parente, che ha denunciato tutto alla Procura di Ancona. Per questo ora finirà a processo un operaio 44enne dell’hinterland anconetano. Processo in cui la vittima è rappresentata dall’avvocato Marina Magistrelli (foto a destra). Nei fascicoli dell’inchiesta del pm Serena Bizzarri, emerge un girone infernale incominciato nel 2001, quando lei aveva solo 8 anni. E’ l’anno in cui per la prima volta, il papà ha deciso di annichilire l’anima della figlia perché diventasse la sua schiava sessuale. Per anni. Ogni mattina. Mentre la moglie era già fuori di casa. Il papà orco la portava in un’altra stanza e la toccava in modo innaturale, abusava di lei, fino ad arrivare a consumare rapporti sessuali completi. Poi, come se nulla fosse, la accompagnava a scuola. “Se parli ammazzo la mamma e poi mi ammazzo io” diceva a quella bambina, trattata come un oggetto da consumareMarina Magistrelli-2 a proprio piacimento. Ma era sua figlia. Una innocente, cresciuta sotto il giogo di un padre capace anche di prenderla a calci sul ventre. E anche se lei era troppo piccola per capirlo, c’era un perché. Sempre da quanto emerge dagli atti di indagine, lui l’avrebbe più volte colpita alla pancia per scongiurare l’ipotesi che potesse restare incinta. Tanto che l’uomo è accusato non solo di violenza sessuale pluriaggravata (dal legame di parentela, dalla minore età della vittima e dall’età inferiore ai 10 anni), ma anche di maltrattamenti in famiglia. Intanto passavano gli anni di un’infanzia che non c’è mai stata, anni di vergogna per una piccina tradita dall’uomo che più di chiunque altro avrebbe dovuto proteggerla. Invece il papà è diventato un orco. Ha abusato di lei con una cadenza rituale: un giorno sì e un giorno no. Così fino al compimento dei 15 anni. Dopo di che, sempre secondo le indagini, l’uomo avrebbe diminuito la frequenza di quei soprusi. Quando poi la giovane ha compiuto 18 anni è fuggita di casa. Ha lasciato tutto e tutti. Ma quel demone le è rimasto dentro. Non è bastato frapporre dei chilometri tra lei e il suo aguzzino. La fuga non le ha ridato la serenità di chi è cresciuta con un padre amorevole. Impossibile liberarsi di quel peso, a cui lei ha sempre cercato di ribellarsi, somatizzando attraverso tutti gli organi di un fisico che aveva conosciuto fin troppo bene cosa fosse il dolore. E così, ormai lontana dalle Marche, ha cercato una zia, alla quale confessare quel racconto dell’orrore. Non anni di violenze, ma di torture reiterate. Poi la denuncia e l’avvio delle indagini. A Gennaio il padre è stato arrestato. L’udienza del processo a carico del 44enne, oggi in carcere, è fissata per il 22 giugno, quando si terrà il giudizio immediato. Anche se ad oggi la difesa ha ancora la facoltà di chiedere riti alternativi. 

Alessia Bartolini-2LA DIFESA. Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Alessia Bartolini (foto a sinistra), la giovane si sarebbe inventata una storia per screditare un padre con cui avrebbe sempre avuto un rapporto conflittuale. E quando lui si sarebbe stancato di pagarle i tanti viaggi in giro per il mondo, lei si sarebbe ribellata inventando violenze sessuali di cui, agli atti, non ci sarebbe neppure un referto medico. Non un testimone che parli di lividi o segni inequivocabili di violenza sul corpo della giovane anconetana. E poi la domanda cruciale: possibile che in 10 anni la madre e i fratelli non si fossero mai accorti di nulla? Per la difesa è impossibile. Una ricostruzione, quella difensiva, che troverebbe sostanza in una serie di indagini, a giorni depositate alla cancelleria penale. In attesa del 22 giugno, quando l’imputato si presenterà al tribunale di Ancona per rispondere di accuse pesantissime. 

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