Sotto i banchi, sopra locali con soppalco più ampio: come cambia il Mercato delle Erbe

Il progetto prevede comunque un periodo di lavori di ristrutturazione per cui, per un periodo limitato, i commercianti dovranno spostarsi, con ogni probabilità in piazza Pertini

Il Mercato delle Erbe

Il piano terra manterrebbe la destinazione attuale di mercato mentre sul piano rialzato, attraverso una procedura di “sdemanializzazione”, si potranno trovare attività commerciali fisse come bar, ristoranti e caffè o comunque locali nell’ambito dell’attività legata al piccolo intrattenimento. Sotto i proprietari dei banchi pagherebbero la classica concessione stabilita dal Comune, che poi andrà al privato che si aggiudicherà la gestione della rinnovata struttura. Sopra, vigerebbe la regola del libero mercato a fare i prezzi dei canoni di affitto che andranno direttamente al privato. Previsti dei lavori di ristrutturazione, a partire da alcune parti ossidate della struttura in acciaio e ghisa, fino all’aumento del soppalco attraverso una variante urbanistica. Per cui, per un periododi tempo limitato, i commercianti dovranno spostarsi in un luogo coperto, con ogni probabilità in piazza Pertini. Così viene prorogato al 30 aprile prossimo la scadenza dell’avviso di consultazione per l’acquisizione di idee, suggerimenti e proposte utili per la redazione del bando di gara per l’affidamento della concessione di gestione e riqualificazione del Mercato delle Erbe di Ancona per i prossimi 30 anni. E' stato confermato oggi da parte di tutta la Giunta comunale in una conferenza stampa, occasione per illustrare lo Studio-di-fattibilità-2 da sottoporre proprio a quegli operatori economici già interessati. Tutto in vista del bando pubblico che, sia chiaro, ad oggi ancora non c’è e che, semmai, arriverà entro fine anno. Siamo dunque in una fase preliminare. Quella in cui il Comune sonda il mercato chiedendo agli operatori economici privati suggerimenti su eventuali modifiche che rendano il progetto ancora più appetibile. Infatti sono loro i destinatari del progetto. Lo ha detto chiaramente la Mancinelli per cui «vogliamo attirare l’interesse degli operatori economici perché servono investimenti che portino alla struttura redditività. Nulla vieta che si presenti anche una dignitosissima associazione culturale, ma crediamo sia difficile possa dare suggerimenti su come si porti reddito e chiediamo ci sia suggerito da chi questo lo fa di mestiere».

La parola chiave attorno alla quale dovrà tuttavia ruotare qualsiasi intervento di riqualificazione soprattutto dell’offerta commerciale e di somministrazione è la qualità, ovvero la capacità di valorizzare le eccellenze del territorio non solo anconetano, ma della Regione Marche di cui Ancona è capoluogo e, nei confronti della quale, la città si mette “a servizio” per valorizzare, nel mercato coperto principale, i prodotti tipici sia agricoli che ittici, senza dimenticare il rapporto di Ancona con il mare e con la produzione ittica. La gestione dovrà tenere conto della posizione centrale del mercato e la possibilità di diventare centro di aggregazione non solo dal punto di vista dei servizi commerciali, ma anche dell’intrattenimento culturale, con la possibilità di ospitare piccoli eventi e manifestazioni anche al piano terra, dove attualmente trovano spazio i banchi dei produttori agricoli, che non dovranno essere estromessi dal mercato, in quanto rappresentano una delle peculiarità dello stesso, ma potranno essere disposti in maniera più razionale e funzionale, facendo spazio nel pomeriggio e nelle giornate festive ad altre attività. In sostanza il mercato delle erbe di Ancona dovrà diventare centro di aggregazione e presidio della “marchigianità” nel campo enogastronomico, con un’offerta che spazia dal prodotto alimentare di qualità, alla piccola ristorazione durante la pausa pranzo, agli aperitivi, le cene e il piccolo intrattenimento nelle ore serali. Senza rinunciare agli eventi quando si spengono le luci del mercato e si accendono quelle dei locali. Come del resto avviene anche in altri mercati di Italia. «Abbiamo trovato ispirazione a Firenze - ha detto il vicesindaco Pierpaolo Sediari - Abbiamo visitato il mercato del capoluogo toscano insieme al direttore e l’amministrazione. Ci hanno dato suggerimenti utili e su questo abbiamo lavorato per studio di fattibilità».

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