Tragedia a Palombina, risucchiato dalla corrente: é morto lo studente disperso in mare

Lo studente sarebbe annegato. Nessun trauma che possa avergli fatto perdere conoscenza, anche perché, ad una prima ispezione, il cadavere non aveva segni o lesioni

Il momento in cui è stato ritrovato il corpo

Troppo tempo sott’acqua per pensare che fosse ancora vivo. E infatti poco dopo le 20, 3 ore dopo essere scomparso tra le onde del mare, è stato ritrovato senza vita. Si tratta di uno studente universitario etiope di 27 anni. Il corpo è stato recuperato dal Nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Teramo, dopo che il corpo era  riaffiorato per una manciata di secondi, a poche decine di metri dalla riva. A bordo del gommone dei pompieri, il corpo è stato trasportato in porto e poi all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette, dove domani gli amici effettueranno il riconoscimento. Intanto i carabinieri, coordinati dal comandante della tenenza di Falconara Michele Ognissanti e supportati dalla Capitaneria di Porto, hanno ricostruito l’intera dinamica, dopo aver ascoltato le testimonianze dei bagnanti e dei 2 sopravvissuti. Infatti insieme al 27enne c’erano 2 connazionali: uno di loro, un 26enne, è stato trasportato sotto choc all’ospedale dalla Croce Gialla, mentre l’altro, un 30enne già laureato, è rimasto nei pressi della spiaggia, piantonato dai militari. 

Morto in mare, le ricerche e poi il momento del ritrovamento - VIDEO

La ricostruzione dei fatti e le testimonianze 

E’ stato proprio il 30enne a raccontare come si sono svolti i fatti. I 3 africani avevano deciso di trascorrere la giornata al mare a Palombina, sulla spiaggia davanti allo chalet Cacao Beach. Sono entrati in acqua e si sono diretti sugli scogli per fare un tuffo in mare. Doveva esser solo un bagno in una calda giornata di mare e invece si è trasformato in una tragedia. I 3 si sono tuffati nello specchio d’acqua che intercorre tra 2 barriere frangiflutti. In un secondo hanno tutti avuto difficoltà a nuotare. Qualcosa li ha trascinati sotto. Quasi sicuramente un vortice di corrente marina che, in quel punto, è sempre molto forte. L’etiope di 30 anni ha detto di aver visto l’amico risalire per un secondo. Poi è finito di nuovo sotto e non è più riaffiorato. Gli altri 2 hanno faticato molto, ma sono riusciti a tornare a riva, urlando e sbracciando per dare l’allarme. Il loro amico era disperso. Sono così partite le ricerche in mare con vigili del fuoco e la Capitaneria di Porto, intervenuta con una motovedetta e l’elicottero. A dare una mano anche i  bagnini della spiaggia per far uscire dall’acqua alcuni bagnanti. 

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Le indagini e le prossime ore

Dunque lo studente sarebbe annegato. Nessun trauma che possa avergli fatto perdere conoscenza, anche perché, ad una prima ispezione, il cadavere non aveva alcuna lesione. Ricostruzione confermata anche dai bagnanti. Ora il corpo è a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere se effettuare l’autopsia. Quasi certamente non verrà aperto un fascicolo di indagine perché la dinamica dei fatti è già molto chiara. Ora i carabinieri dovranno anche lavorare per rintracciare i familiari del giovane studente, anche tramite il consolato dell’Etiopia. 

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