Sparito lo striscione per Giulio Regeni, insorgono le associazioni: lettera al sindaco

Dal Comune sparisce lo striscione per chiedere la verità per Giulio Regeni e si mobilitano le associazioni per i diritti umani

Foto di repertorio - FOTO ANSA

SENIGALLIA - Dal Comune sparisce lo striscione per chiedere la verità per Giulio Regeni, il ricercatore torturato e ucciso in Egitto all'inizio del 2016, e si mobilitano le associazioni Antigone e Cild, che chiedono conto del fatto al neo sindaco Massimo Olivetti:

"Gentile Sindaco Olivetti,

è con infinita amarezza e sconcerto che abbiamo appreso della sparizione dello stendardo dedicato alla memoria del ricercatore italiano Giulio Regeni dalla facciata del Palazzo Comunale di Senigallia. Ed è con equivalente sorpresa che apprendiamo della Sua lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro degli Esteri Luigi di Maio datata 13 novembre 2020, qualche giorno dopo la rimozione dello striscione dedicato a Giulio, da lei ritenuto meno incisivo della stessa lettera al perseguimento della Verità. Non possiamo negare di essere d'accordo con la preoccupazione espressa nella lettera per la totale mancanza di progressi nella ricerca della Giustizia e della Verità relativamente al caso dell'assassinio di Giulio Regeni. Nel nostro piccolo, cerchiamo di lavorare tutti i giorni perché l'attenzione su questa terribile vicenda sia massima. Le insinuazioni che si affollano nelle nostre menti sono tante, ma preferiamo chiederlo a lei direttamente: perché la lettera è stata inviata vari giorni dopo la rimozione dello striscione? Questo strano succedersi degli eventi ha qualcosa a che vedere con l'indignazione pubblica sollevatasi all'apprendere la notizia? Perché non c'è stato alcun dibattito pubblico? La decisione di issare lo stendardo fu presa pubblicamente, mentre per ritirarlo nessuno è stato interpellato. Abbiamo qualche novità sull'indagine Regeni? La verità è forse venuta a galla? Possiamo dirci soddisfatti della collaborazione delle Autorità Egiziane? La risposta a queste tre domande è NO, siamo d'accordo. Dunque, non capiamo per quale motivo lo striscione debba essere ritirato. L'Associazione Antigone Marche ritiene che si tratti di un gesto grave sotto ogni profilo, sia umano che politico. Chiediamo quindi

  • che lo striscione venga immediatamente sostituito con un altro, nuovo, identico nei contenuti e nel formato,
  • che il Sindaco spieghi, in seduta ufficiale davanti al Consiglio Comunale, le ragioni della sua decisione,
  • che il Sindaco e la Giunta condividano con la Cittadinanza il ripristino dello striscione.

È evidente che non sia il solo Giulio ad essere coinvolto da questa scelta: rimuovere lo striscione, toglierlo alla vista quotidiana dei cittadini, significa lasciare un po' più soli tutti i nostri connazionali che in Egitto vivono, studiano o lavorano. Sono migliaia, e sicuramente guarderanno a questo gesto – che sembra piccolo ma dice tantissimo – come all'ennesimo segnale di disattenzione da parte dell'Italia nei loro confronti. Non dimentichiamo che da nove mesi nelle carceri egiziane è detenuto senza alcuna condanna Patrick Zaki, uno studente dell'Università di Bologna. Noi, altri Giulio non li vogliamo. Augurandoci di non dovere più assistere a questo tipo di iniziativa non condivisa,

Le porgiamo i nostri distinti saluti,
Associazione Antigone Marche
Associazione Antigone
CILD - Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili"

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