Cronaca Corinaldo

Strage di Corinaldo, il Comune non sarà parte civile: richiesta rigettata

L'udienza è stata rinviata al 16 dicembre quando saranno formalizzate le richieste di riti alternativi. Presente in aula il sindaco di Corinaldo

Corinaldo bis: la strada è ancora lunga. Si è tenuta oggi, 30 settembre, l'udienza preliminare nel procedimento bis per la strage della Lanterna Azzurra e il gup Francesca De Palma ha respinto la richiesta del Comune di Corinaldo di costituirsi parte civile.

L'udienza di Corinaldo bis

Sono state ammesse, invece, le citazioni delle responsabilità civili indicate dalle parti civili. Insieme al Comune ci sono anche altri enti chiamati in causa e cioè l'Asur, il Ministero dell'Interno, la W.A.R private security e l'Unione dei Comuni di Misa-Nevola. In caso di condanna, dunque, il Comune e gli altri potrebbero essere chiamati a risarcire in solido con gli imputati in caso di condanna. 

Una data significativa 


Proprio oggi sarebbe stato il 17esimo compleanno di una delle vittime, Emma Fabini. In aula, nel tribunale dorico, era presente il papà, Fazio, che ha parlato ai giornalisti: "Le cose accadono perché chi deve controllare i controllori se ne frega. E' inevitabile che succedano tragedie come queste. Il processo dei colletti bianchi va a rilento perché lo Stato dovrebbe processare se stesso. La mia impressione è che, purtroppo, il processo andrà alla lunga". In quella tragedia l'8 dicembre del 2018 morirono 5 adolescenti e una madre, schiacciati dalla folla dopo il cedimento di una balaustra sulla rampa di un'uscita di sicurezza. Gli accusati sono 18 persone e una società mentre le parti civili sono in totale una quarantina tra cui i familiari delle vittime. (GUARDA IL VIDEO)

Udienza rinviata 

Nella prossima udienza, fissata per il 16 dicembre, saranno formalizzate le richieste di riti alternativi. Tre dovrebbero patteggiare, Francesco Bartozzi, amministratore della società Magic che gestiva la Lanterna Azzurra, Gianni Ermellini, titolare della W.A.R. e Alessandro Righetti, addetto alla security.  Altri cinque chiederanno il rito abbreviato: Alberto Micci, Letizia Micci e Marco Micci e Maria Paialunga (proprietari dell'immobile) e Marco Cecchini. Per gli altri dieci, tra cui l'intera commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, si va verso il dibattimento. 

Presente oggi in aula anche il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi che, come detto, ha confermato la scelta di non richiedere riti alternativi. Ha ribadito: "Ho cercato di essere presente e lo sarò fino alla fine collaborando in prima persona. Voglio dare un contributo per raggingere la verità e andare in fondo a questa storia". 

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