Cronaca

Strage in discoteca, il sindaco conosceva una delle vittime: «E' il dolore di tutti»

Anche il sindaco di Senigallia ha mostrato tutta la sua vicinanza alle famiglie delle vittime arrivando domenica mattina all'ospedale di Torrette. Le sue parole

Maurizio Mangialardi davanti all'ospedale

Domenica mattina. C'è poco rumore davanti all'ospedale regionale di Torrette dove, in rispettoso silenzio, continua senza soluzione di continuità il via vai di parenti ed amici delle sei vittime. Ieri l'arrivo del premier Conte, poi quello di Matteo Salvini. Oggi invece è stato il turno del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, intervenuto non solo in veste istituzionale ma anche come amico della famiglia di Daniele Pongetti, uno dei ragazzi rimasti uccisi dal crollo della balaustra: «E' un dolore collettivo e di tutti noi - ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti - sul documento si legge Pongetti ma poteva essere anche Mangialardi. Quello provato in queste ore è un dolore di un'intera comunità».

Ma cosa è andato storto? Mangialardi ha le idee chiare: «Uno pensa sempre che il gestore di un locale sia rigoroso ma questa volta c'è qualcosa che non ha funzionato. Non so se si tratti di una carenza di personale addetto alla sicurezza o altro, ciò che è certo è che bisogna prendere atto che ci sono questi tipi di fenomeni (chi spruzza spray al peperoncino ndr) e bisogna quindi adeguarsi per poter proteggere al meglio i nostri concittadini. Dopo i fatti di Torino sai che possono accadere situazioni simili e devi avere tutte le strutture adeguate all'estremo. Adesso è solo dolore ma qualcuno a breve dovrà verificare tutto ciò che è accaduto».

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