Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Emma morta a Corinaldo, Mattarella risponde al padre: «Le sono vicino ma non ho potere sulla magistratura»

Il presidente della Repubblica ha risposto alla lettera di Fazio Fabini che aveva scritto dopo il verdetto sulla strage. Il 25 luglio manifestazione ad Ancona

ANCONA - Parla di «comprensione» e «vicinanza» per la perdita della figlia avvenuta nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018. Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia era morta schiacciata dalla folla in fuga dal locale (insieme ad altre cinque persone) dove era stato spruzzato del peperoncino. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha risposto alla lettera di Fazio Fabini, padre della minore, che aveva scritto al capo dello Stato dopo il verdetto del processo ai colletti bianchi del 17 giugno scorso (con le assoluzioni per i reati più gravi quali omicidio colposo plurimo e disastro colposo). Fazio chiedeva un intervento di Mattarella per avere giustizia. La risposta dal Colle è arrivata. A rispondere a Fazio per conto di Mattarella è stato Stefano Erbani, consigliere per gli Affari dell’amministrazione della giustizia di Mattarella. Il presidente «mi ha incaricato di rinnovarle i sensi della più viva partecipazione e di umana vicinanza per la tragica perdita di sua figlia Emma» riporta la lettera. «Gli atti di violenza che caratterizzano così di frequente la vita dei giovani destano particolare preoccupazione - continua il consigliere - e, per arginare questo fenomeno, occorre richiamare tutti ad un’assidua vigilanza».

Il capo dello Stato «è impegnato, nell’ambito dei suoi compiti istituzionali, ad esortare tutte le autorità affinchè si contrastino efficacemente questi accadimenti e si dia un’adeguata risposta giudiziaria nei casi più gravi - continua la risposta - tuttavia devo farle presente che, in ossequio al dettato costituzionale il capo dello Stato non interferisce con la funzione giurisdizionale, il cui autonomo e indipendente esercizio è costituzionalmente riservato alla magistratura. Nell’esprimere nuovamente comprensione per la drammatica vicenda che ha colpito la sua famiglia, invio i più cordiali saluti del presidente della Repubblica, cui unisco volentieri i miei personali». Intanto per il 25 luglio i familiari delle vittime di Corinaldo hanno organizzato una manifestazione per chiedere giustizia e che ci sarà ad Ancona. Una marcia che da piazza Cavour arriverà fino al tribunale. Appuntamento per le 10.30.

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