Strage di Corinaldo, rito abbreviato per i 6 della banda: sperano nello sconto di pena

Alla Lanterna Azzurra morirono nella calca 5 minorenni e una giovane mamma: niente dibattimento per gli indagati, accusati di omicidio preterintenzionale

Nella strage di Corinaldo morirono in sei

Rito abbreviato per la banda dello spray. Lo hanno chiesto, tramite i loro avvocati, i 6 indagati per la strage della Lanterna Azzurra dove nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 si scatenò l’inferno a causa di una bomboletta di spray al peperoncino: morirono schiacciati nella calca 5 minorenni - Mattia Orlandi, Daniele Pongetti, Asia Nasoni, Emma Fabini, Benedetta Vitali - e una giovane mamma, Eleonora Girolimini, mentre altre 200 persone presenti nella discoteca di Corinaldo rimasero ferite in modo più o meno grave.

Gli avvocati difensori hanno avanzato la richiesta del rito abbreviato, un procedimento alternativo che consente di beneficiare di uno sconto di pena in caso di condanna. Per Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah, i ragazzi che facevano parte della comitiva della Bassa Modenese e arrestati il 2 agosto 2019, l’accusa è di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere, lesioni personali e una quarantina di rapine e furti con strappo commessi in varie discoteche d’Italia, sempre con l’uso dello spray urticante per generare confusione. Il loro ricettatore, Andrea Balugani, è già uscito dal procedimento dopo aver patteggiato 4 anni e due mesi di reclusione.

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Non è stata ancora fissata, invece, la data del processo per i 6 della banda per i quali i pm Valentina Bavai e Paolo Gubinelli avevano chiesto il giudizio immediato, saltando dunque l'udienza preliminare, alla luce dei «chiari e concordanti elementi di responsabilità».

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